Giordano Bruno, Teora celebra l’anniversario della morte del filosofo nolano

Giordano Bruno, Teora celebra l’anniversario della morte del filosofo nolano

15 febbraio 2019

Domenica 17 febbraio 2019, a Teora, alle ore 17,30 verrà celebrata la “Giornata Bruniana”. L’evento, come spiega il prof. Felice Storti, presidente dell’Associazione Libero Pensiero Irpino “Giordano Bruno” di Castelfranci, rientra nelle manifestazioni delle “Celebrazioni Bruniane” che si tengono per commemorare la morte del filosofo nolano, avvenuta il 17 febbraio 1600, il cui pensiero, dopo oltre 4 secoli, è ancora attuale.

A rendere omaggio al filosofo ancora una volta l’Associazione Libero Pensiero Irpino “Giordano Bruno” di Castelfranci”, gli Amici del Circolo “Corradino Luciani” di Teora,  il Comune di Teora ed il Comune di Castelfranci.

Al dibattito, che si terrà nella Sala Consiliare del Comune di Teora, moderato da Fiorella Delli Gatti, intervallato dalle letture poetiche di Angela Prudente ed interventi musicali di Gerardino Lardieri e Mara Casciano, parteciperanno il sindaco di Teora Stefano Farina, il sindaco di Castelfranci Generoso Cresta, il consigliere provinciale e scrittore Giandonato Giordano, lo scrittore opinionista Fiorenzo Iannino, lo storico Luciano Luciani, la scrittrice Cecilia Valentino ed il Presidente dell’Associazione Libero Pensiero Irpino Felice Storti.

Prima del convegno vi sarà la deposizione di una corona di alloro alla lapide a Giordano Bruno inaugurata il 28 settembre 2013, le cui parole sono state dettate dal filosofo Aldo Masullo: “Giordano Bruno che nel suo tempo contro la pubblica ipocrisia scelse la morte i cittadini di Teora nell’oggi affamato di libertà ma insidiato dalle nuove ingiustizie ammirano  ricordandone l’esortazione agli uomini di ogni tempo: Convertitevi alla giustizia poiché separati da essa siamo separati da noi stessi”.

Più volte Masullo ha sottolineato la modernità del pensiero di Bruno: “Bruno è il filosofo che cambia il mondo, che vuole rimettere in piedi un mondo rovesciato, la giustizia di cui si fa interprete non è la giustizia dei tribunali, ma è innanzitutto la giustizia come verità, la scienza tolemaico-aristotelica rovescia la verità e la ragione critica che viene messa a tacere dal potere”.

Un rovesciamento evidente nella convinzione che l’universo non fosse sferico e limitato, come lo aveva immaginato Aristotele, bensì infinito.