Gioco d’azzardo e criminalità organizzata: un business molto redditizio

Gioco d’azzardo e criminalità organizzata: un business molto redditizio

3 giugno 2020

Gioco d’azzardo e scommesse sempre più nel mirino della grande criminalità organizzata. Questo è quanto emerso dall’indagine effettuata dalla DIA, Direzione Investigativa Antimafia, che nella sua relazione dichiara come la Mafia Siciliana, ‘ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita stiano cercando di sviluppare con impegno crescente un mercato parallelo illegale. Cerchiamo di fare il punto della situazione, e capire se i casinò online possono rappresentare la soluzione a questo problema.

Gioco e infiltrazioni mafiose

Facendo ricorso al gioco d’azzardo per aumentare la sua presenza sul territorio, la criminalità organizzata dimostra una grande capacità nel gestire le attività illecite, ma soprattutto nel far apparire legale ciò che invece non lo è affatto. Per prendere coscienza di tale affermazione, basta fare riferimento all’ultimo rapporto della DIA, del primo semestre dell’anno scorso, presentato al Parlamento dal Ministero dell’Interno.

Le indagini hanno purtroppo confermato ciò che si sospettava da tempo, ovvero che le mafie italiane, e alcuni clan di quelle straniere, sono coinvolte nel settore illegale delle scommesse. Il paradosso è che l’infiltrazione è talmente profonda, da arrivare anche nella gestione delle attività legali. Chiaramente nella seconda situazione, parliamo delle tristemente famose “lavanderie”, attività dedite al riciclaggio di denaro sporco.

Gioco online: l’interesse della criminalità organizzata

Dove ci sono grandi potenzialità di guadagno, la criminalità organizzata è sempre in agguato. Appare quasi ovvio quindi, che tale interesse sia indirizzato da parte delle mafie, anche verso il gioco d’azzardo online e il betting. Le tecnologie in questa situazione, possono rappresentare un punto a favore per le attività criminali, perché per certi aspetti, sul Web è più facile “nascondersi”. Come può avvenire tutto questo? Facendo ricorso a piattaforme di gioco illegali, appositamente predisposte per le frodi informatiche, molto spesso e volentieri allocate all’estero.

In parole povere, le principali mafie italiane aprono società di betting e di gaming in Paesi europei differenti dall’Italia (principalmente a Malta), che di fatto offrono giochi e raccolgono scommesse anche sul nostro territorio. Anche se a gestire tali società non sono direttamente i clan mafiosi, alle spalle troviamo comunque imprenditori dalla dubbia moralità che, per portare avanti i loro affari illegali, fanno riferimento ad alcuni grandi boss. Come spiegato precedentemente, dietro una facciata di legalità, spesso si nasconde molto altro.

Una soluzione alternativa

In merito alla relazione della DIA ci sarebbe molto altro da spiegare, anche perché parliamo di un fascicolo di oltre 700 pagine. Il gioco d’azzardo oramai compare come una delle attività preferita dai clan mafiosi per portare avanti i loro affari criminali. Ciò che emerge dal rapporto tra l’altro, è che a differenza di quanto si potrebbe pensare, questa situazione non riguarda solamente il sud Italia, ma è estesa in ogni parte del nostro Paese. Ma la soluzione in alcuni casi, è di più facile interpretazione del problema stesso, e in questa specifica situazione, potrebbe essere ricercata nel gioco d’azzardo online legale.

Come può un utente distinguere una piattaforma di gioco legale da una illegale? Grazie al lavoro svolto da AAMS, Monopoli di Stato, per il giocatore è piuttosto facile capirlo, perché gli operatori rispettosi delle norme imposte, come i casinò online presenti su imiglioricasinoonline.net, presentano un logo direttamente in home page. Parliamo di una certificazione che decreta la serietà della piattaforma. In altre parole, il giocatore può tutelarsi, e non dovrà fare altro che tenersi alla larga da tutti quegli operatori che non presentano il suddetto logo. Investendo in una corretta comunicazione in tal senso, probabilmente potrebbero arrivare tempi dure per le mafie, di qualsiasi provenienza esse siano.