Giannino: “Il Sud rischia l’inferno, i Governatori facciano presto”

26 gennaio 2013

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Avellino – “Siamo davanti alle porte dell’inferno, la crisi rischia di essere senza ritorno: è il momento di fare ricorso a tutte le energie possibili. Siamo stufi delle menzogne della politica, vogliamo discontinuità totale”. L’appello di Oscar Giannino, leader di Fare per Fermare il Declino, alla folta platea di Avellino è chiaro: le Regioni del Mezzogiorno rischiano seriamente di perdere tra i 16 e i 20 miliardi di euro dall’Europa nel periodo 2014/2020 se il prossimo Governo non sarà in grado di dare risposte a Bruxelles nel giro di pochi mesi.
Per Giannino “… il tempo è scaduto. Occorre organizzare un’unica cabina di regia tra i Governatori del Sud, al di là di ogni casacca politica, per portare all’attenzione dell’Europa uno schema definito altrimenti si dirà addio a quasi un punto e mezzo di Pil. Si tratta delle uniche risorse certe dalle quali le aree del Mezzogiorno potranno attingere, pena l’ennesimo passo avanti verso l’inferno”.
Di qui la proposta di Fermare il Declino: “Il Sud ha grandi possibilità e può diventare appetibile per i grandi investitori esteri. Noi proponiamo che le imprese italiane, ma anche quelle estere che abbiano intenzione di spendersi per lo sviluppo del Mezzogiorno, possano operare avendo dalla loro il diritto civile di un altro Stato, ad esempio il Common Law britannico; il foro competente sarà dunque quello di Londra, le imprese avranno finalmente la certezza del diritto e le regioni del Sud diventeranno una calamita per le grandi finanze internazionali. Ma dalla società civile deve arrivare forte la voglia di cambiare – ha ammonito il ‘professore’ – basta con le lamentele che sinora hanno suonato solo come una canzone vuota”.

Altrettanto ambizioso (e più dettagliato) è il programma per aggredire la spesa pubblica di Fare per fermare il declino. Il movimento di Oscar Giannino punta a recuperare 6 punti di Pil in 5 anni: uno attraverso le privatizzazioni; altri cinque da interventi sulle uscite primarie correnti. E qui le proposte spaziano da un taglio (dal 2015 in poi) dell’1% dei redditi da lavoro a risparmi sui consumi intermedi del 3,7% nel 2014 e 2015. Nel mirino ci sono poi la spesa pensionistica, che dovrebbe vedere la propria crescita annua assestarsi all’1,9%, e i costi della politica e dello Stato. “La nostra – ha riferito ancora Giannino – è una esperienza garibaldina che parte dall’amarezza dei dati sull’economia italiana. Mentre la politica italiana, dopo 20 anni, è ancora divisa tra chi è con e chi è contro Berlusconi, le famiglie italiane si trovano a mettere mano ai propri risparmi, le imprese chiudono e la nazione Italia perde 8 punti di produzione industriale all’anno. Intanto, viviamo questa maledizione orografica: da Monti a Tremonti, da Montezemolo al Monte Paschi. L’unico vero voto di protesta, oltre la nostra proposta, è rappresentato da Grillo ma quando l’Europa conoscerà i programmi economici del M5S ci manderà l’autoambulanza, altro che il commissario”. E su Ingroia: “Sta portando avanti l’assalto della legalità ma nella realtà sta ridando ossigeno a formazioni politiche ormai disperse come il PdCI, il Prc e i Verdi. La loro è una protesta già vista”.
Infine, per Oscar Giannino, “… Fermare il Declino costituisce un progetto che non morirà il 26 febbraio ma comunque dirà l’urna elettorale, andrà avanti”.
@antopirolo