Gesualdo – Al via la tradizionale festività di Sant’Elia Profeta

18 luglio 2014

Tradizione e cultura popolare sono la cornice nella quale si svolgerà domenica prossima la festivita’ di Sant’Elia Profeta, a Gesualdo, piccolo centro irpino ricco di storia e memoria. Il dott. Buonopane, membro del Comitato festa Sant’Elia, presenta l’evento del 20 Luglio con connotazioni storiche e religiose del culto: “Nelle verdi campagne irpine e’ ancora forte il profumo del fieno e del grano appena raccolti ed e’ in quest’occasione che la gente del posto e dei paesi limitrofi onora S. Elia, il Profeta di Dio con la celebrazione religiosa della Messa e la festa civile fatta di musiche popolari e balli di ogni genere. Il momento piu’ forte della festa è quello sfilata dei trattori e di utensili, una celebrazione che trova il suo culmine nella benedizione delle campagne, dei mezzi del lavoro e del grano: frutto che sostiene e da’ vita. Nella cultura popolare meridionale la festa rappresenta un ringraziamento per il dono del Profeta che insieme all’annuncio del messaggio di Dio veglia sui campi. Elia è un profeta per l’ebraismo e il cristianesimo e un personaggio di grande rilevanza nell’islam. A lui è legata soprattutto l’esperienza che fece di Dio sul Monte Oreb quando avvertì la sua presenza in un vento sottile”.
“Il suo culto diffuso soprattutto nelle regioni interne dell’Italia meridionale – continua Buonopane – è legato ad alcuni episodi biblici nei quali Elia predice e fa finire la siccità: Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo dirò io» (1Re 17, 1). La siccità rappresenta una maledizione nella Bibbia e per il lavoro nei campi ecco allora la necessità di onorare e pregare S. Elia perché il lavoro non vada perduto, le famiglie siano salve da malattie e sciagure, nessuno possa soffrire l’indigenza. E il simbolo dell’indigenza è proprio la mancanza del pane, lo stesso pane che viene distribuito durante la festa di s Antonio di Padova e viene dato in offerta sull’altare. Il pane e il grano alimenti semplici – conclude – come semplice e legata all’essenzialità della terra è la fede dei nostri padri”.