Gallicchio: “CDI Calitri: oltre cento operai senza un futuro”

4 giugno 2013

“Non ho nessuna intenzione di assistere in silenzio al collasso dell’Irpinia ed in particolare del sistema produttivo dell’Alta Irpinia. Quindi, non riesco a tacere su quanto è accaduto per lo stabilimento CDI di Calitri che produceva tessuto per jeans. Infatti, dal 10 maggio 2013 oltre cento operai hanno esaurito il periodo della mobilità. Un altro fiume di persone che si riversa nell’enorme mare delle persone senza un lavoro e senza garanzie”.
Pasquale Gallicchio dirigente provinciale del Partito democratico dopo aver denunciato nel mese di febbraio di quest’anno il caso e la condizione degli oltre duecentocinquanta operai dello stabilimento dell’area industriale di Calitri, torna sulla questione per annunciare il dramma di oltre cento operai che hanno consumato la fase della mobilità.

“Purtroppo – afferma Gallicchio – in questi due anni di mobilità nessuno ha aperto prospettive per loro. Sommiamo questo ulteriore colpo mortale alla già tanto difficile condizione socioeconomica della nostra terra. Ma il dramma si aggraverà l’anno prossimo a giugno quando il resto degli operai della CDI di Calitri, oltre cento, terminerà il periodo della mobilità. Così, avremo un totale di oltre duecentocinquanta operai senza lavoro. Immaginiamo le difficoltà per le loro famiglie e quali saranno le ricadute negative sul versante sociale. A soffrirne saranno soprattutto i paesi dell’Alta Irpinia e della Baronia. Sono queste, infatti, le zone da cui arrivavano gli operai della CDI. Una vicenda questa su cui ritengo che si debba fare ancora piena luce. Quante le promesse fatte dal proprietario Gianni Lettieri e dall’attuale governo della Regione Campania che non ha dedicato attenzione a questa emergenza. Come ho avuto modo di affermare nei mesi scorsi la storia della CDI e delle successive trasformazioni è fatta di impegni finiti nel nulla. Lettieri dopo aver prodotto tessuto per jeans si era impegnato in una riconversione per produrre batterie per accumulare energia, per poi annunciare la produzione di pannelli solari che in seguito Lettieri ha preferito produrre a Pontecagnano vicino Salerno e non certo a Calitri nella nostra Alta Irpinia. La storia della CDI meriterebbe un’analisi profonda anche in virtù delle continue trasformazioni anche di natura giuridica. Basti pensare che Lettieri parte con IMA tessile per poi pare proseguire con IMA Due, MCM, le Cotonerie, CDI. Sul versante regionale, inoltre, nel 2010 la Regione Campania di centrodestra, utilizzando le risorse del programma Anticrisi Campania, fece tenere ai lavoratori un corso di formazione professionale dedicato a come affrontare la riconversione industriale della CDI. Di fronte al fallimento totale oltre al danno si registra la beffa. Perciò, rispetto a tutto ciò non si può tacere”.