Furti in appartamento, il rischio corre sui social soprattutto in vacanza

Furti in appartamento, il rischio corre sui social soprattutto in vacanza

23 luglio 2019

Quando si parte per le vacanze si espone la propria casa a eventuali furti e nell’epoca dei social il fenomeno viene amplificato. Quando si è troppo attivi nell’aggiornare il profilo Facebook con selfie dalle località turistiche o quando si geolocalizzano i propri movimenti, c’è il rischio di dare informazioni utili a potenziali malintenzionati.

La voglia di apparire ha spesso la meglio persino sulla sicurezza. Il 57% dei giovani italiani si geolocalizza sui social quand’è in villeggiatura e quasi la metà di loro lascia il profilo ‘aperto’. Il vero problema è che la maggior parte di loro è consapevole di ciò: secondo una ricerca su 4mila ragazzi tra gli 11 e i 25 anni – effettuata da Skuola.net in collaborazione con Verisure – più di 2 su 3 (per la precisione il 67%) pensano che ci sia un legame stretto tra i furti in casa e l’eccessiva visibilità online; appena il 9%, al contrario, non vede un collegamento tra le due cose; mentre il 24% pensa che, quando accade, si tratti solo di un caso.

Il risultato della ricerca ha verificato che solo 1 su 4 – il 26% – apre le porte a una cerchia selezionata di conoscenze, mentre il 40% dei ragazzi ammette di avere profili social ‘aperti’ a tutti, a cui si aggiunge un 13% che lascia campo libero non solo agli amici digitali ma anche agli ‘amici degli amici’.

Fortunatamente i genitori si sono rivelati molto più prudenti, malgrado una minore consapevolezza dei meccanismi ‘nascosti’ dei social network. Stando a quanto dichiarato dai figli, sono davvero in pochi a geolocalizzarsi lontano da casa (il 18% ogni tanto, appena il 3% sempre) e ancora meno quelli che tengono un diario digitale preciso e puntuale della trasferta. Di base però, la maggior parte non utilizza i social sia perché non ha l’abitudine di esporsi tramite selfie o foto ‘compromettenti’, sia perché ritiene che non sia un luogo sicuro.

Dal sondaggio risulta anche che per le nuove generazioni l’Italia sarebbe fondamentalmente un Paese sicuro (75%) con la differenza che per il 31% la situazione è migliorata rispetto al passato mentre per il 44% le cose stanno peggiorando.