Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino: scintille in Aula sul riconoscimento degli imputati

Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino: scintille in Aula sul riconoscimento degli imputati

18 marzo 2019

Renato Spiniello – Cinque ore di dibattimento. Udienza fiume questa mattina a Palazzo di Giustizia sul processo a carico di 33 imputati fra medici, dirigenti, infermieri, impiegati amministrativi e operatori tecnici e ausiliari dell’Asl di Avellino, accusati a vario titolo di falsa attestazione di servizio e truffa aggravata.

I cosiddetti “furbetti del cartellino” smascherati da un’indagine della Squadra Mobile della Questura di Avellino partita nel 2015 e coordinata dalla locale Procura. Attraverso alcune registrazioni video, gli inquirenti avevano riscontrato alcune anomalie nelle timbrature dei cartellini, da lì l’indagine si era allargata in maniera olistica. In media sarebbero circa 20-25 le ore di lavoro sottratte dagli imputati nell’arco di un mese (dal 27 febbraio al 28 marzo 2015).

Dopo che sono sfilati dinanzi al giudice monocratico Pier Paolo Calabrese l’ex Capo della Mobile Marcello Castello e l’ispettore superiore Giuseppe Belfiore, stamane è toccato all’assistente capo Giovanni Fallarino, che è stato controesaminato dagli avvocati difensori, tra i quali Gaetano Aufiero, Giovanna Perna, Nello Pizza, Alberico Villani, Benedetto Vittorio De Maio, Elisabetta Acone, Raffaele Bizzarro, Stefano Vozella e Italo Benigni.

Il lungo contraddittorio si è basato in particolare sulle modalità di identificazione dei dipendenti presunti assenteisti e sulle attività di riconoscimento dei frame facciali dalle immagini video, circostanze evidenziate dalla penalista Giovanna Perna, che nell’interesse della propria assistita ha anche fatto emergere come la stessa, pur trovandosi all’interno dell’azienda di via Degli Imbimbo, non era stata individuata in una preliminare attività identificativa.

Altri dubbi sono emersi sulle modalità di passaggio dei filmati della società che ha registrato le immagini per conto della Mobile alla Polizia Giudiziaria e quindi alla Procura e sui criteri utilizzati per calcolare il presunto evaso di ogni dipendente rispetto all’orario di lavoro.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 17 aprile, data in cui saranno ascoltati in Aula un altro dirigente di Polizia e i due funzionari dell’azienda di via Degli Imbimbo, Giannattasio e Santosuosso, a cui gli inquirenti si sono affidati per il riconoscimento di alcuni imputati.