Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino, acquisita la documentazione video

Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino, acquisita la documentazione video

16 gennaio 2019

Renato Spiniello – Nuova udienza a Palazzo di Giustizia del processo a carico dei 33 imputati, tra medici, dirigenti, infermieri, impiegati amministrativi e operatori tecnici e ausiliari dell’Asl di Avellino, accusati a vario titolo di truffa aggravata e falsa attestazione di servizio, in quanto, secondo gli inquirenti, avrebbero timbrato i rispettivi cartellini anche quando non erano a lavoro sottraendo in media all’azienda circa 20-25 ore di lavoro nell’arco temporale di un mese. A giudizio, tra gli altri, anche l’ex assessore alle attività produttive del Comune di Avellino Arturo Iannaccone.

Stamane in Aula, dinanzi al giudice Pierpaolo Calabrese, sono stati escussi due dirigenti della Questura di Avellino incaricati dell’attività d’indagine. In tutto erano tre le videocamere posizionate presso il piano terra degli uffici Asl, erano attive h24 e riprendevano la badgiatrice e tutti gli ingressi e le uscite, sia dal lato di via Degli Imbimbo che da quello di via Capozzi. Due assistenti capo visionavano in diretta le immagini che venivano anche registrate. Eventuali comportamenti anomali venivano prima trascritti e poi, alla chiusura delle attività tecniche, si è proceduto ai dovuti riscontri. L’identificazione dei “furbetti” avveniva solo in seguito tramite i frame dei video.

Immagini che, nonostante le anomalie evidenziate dagli avvocati difensori, tra cui Gaetano Aufiero, Giovanna Perna, Nello Pizza, Stefano Vozella, Elisabetta Acone e Benedetta De Maio, che riguarderebbero le modalità con le quali sarebbero state effettuate le riprese affidate a una ditta esterna, sono state ritenute utilizzabili ai fini del processo dal giudice Calabrese. Gli stessi legali degli imputati hanno fatto emergere altri dubbi sull’attività identificativa dei dipendenti ritenuti assenteisti.

Per quanto riguarda l’imputata Annarita Benevento, assistita dall’avvocato Giovanna Perna, la tesi difensiva si basa sul fatto che il computer della donna, munito di password personale, sarebbe stato utilizzato il giorno in cui le è stata contestata assenza totale dal lavoro. Riprova, quest’ultima, che l’imputata sarebbe stata presente in ufficio.

Nella prossima udienza, fissata per il 18 marzo, si passerà al controesame dei teste.