VIDEO/ Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino, 21 indagati: almeno 7 i medici di primo livello coinvolti

16 marzo 2016

Erano consapevoli della proprio condotta indebita, consci del fatto che la Procura stesse stesse indagando da tempo sui loro comportamenti, eppure sono andati avanti, per mesi, continuando a strisciare i cartellini di altri dipendenti degli uffici Asl di Avellino.

Lo scandalo dei furbetti del cartellino all’Asl di Avellino ha coinvolto sinora 21 persone, raggiunte dalla misura restrittiva di sospensione dal lavoro.

Si tratta “… per un terzo” (dunque almeno in sette, ndr) di medici di primo livello in servizio all’Asl ma l’inchiesta avrebbe toccato davvero tutti.

“Sono stati verificati atteggiamenti di protervia ai limiti della delinquenza abituale – ha detto il Procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio – Ventuno sono stati i provvedimenti presi ma almeno un numero almeno doppio di persone risulta coinvolto nell’indagine. All’Asl di Avellino vigeva una struttura sistemica criminale ai limiti dell’associazione a delinquere, una struttura quasi di tipo camorristico dove tutti, dal primo all’ultimo, beneficiavano del silenzio reciproco”.

Eppure, la notizia dell’attenzione della Procura sugli uffici Asl di via Degli Imbimbo era nota a tutti da tempo (l’ultimo blitz risale all’aprile dello scorso anno, ndr). “Nonostante questo – ha aggiunto il capo della Questura Maurizio Ficarra – c’erano persone che addirittura si rivolgevano col dito medio alla telecamera nascosta che puntava sul rilevatore delle presenze, in segno di assoluto dileggio verso le Istituzioni”.

I DETTAGLI DELL’INCHIESTA – A scendere nei dettagli dell’operazione è stato Marcello Castello, capo della Mobile presso la Questura di Avellino: “L’indagine parte un anno fa e ha visto il monitoraggio costante di tutti i soggetti che lavorano all’Asl. Numeri assai ampi e attività fatte di pedinamento e osservazione continua dei dipendenti hanno segnato il nostro lavoro che ha smascherato tanti episodi sgradevoli e offensivi. Alcuni indagati, seppur consci del loro comportamento non ortodosso, credevano che la loro condotta era in linea con la normalità”.

Dal Procuratore Rosario Cantelmo è infine arrivato il nuovo monito: “Non deve esistere senso di impunità in Irpinia. La storia dei furbetti del cartellino all’Asl dimostra che c’è da parte di qualcuno assoluta insensibilità alle regole e al vivere civile”.

Alcuni fotogrammi dalle riprese della Polizia di Stato:



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