Fuori dall’inferno: l’Avellino rinasce con De Cesare

Fuori dall’inferno: l’Avellino rinasce con De Cesare

3 giugno 2019

di Claudio De Vito – Un lupo tricolore proprio il 2 giugno, nella Festa della Repubblica, con buona pace della traversa di Gigi Castaldo che almeno ieri ha smesso di turbare l’animo dei tifosi del lupo. Da Bologna a Perugia passando per la sofferenza dell’estate scorsa. Lo scudetto dilettanti è gioia che sa di liberazione da un incubo finito. Bello far man bassa di tutto, ma è giunto il momento di ringraziare la Lega Nazionale Dilettanti per la cordiale accoglienza e salutare una categoria che non appartiene all’Avellino e ai suoi tifosi.

Addio Serie D e, con altrettanto garbo, addio Calcio Avellino SSD che tra un mese lascerà il posto all’Unione Sportiva grazie ai buoni uffici dell’Associazione “…per la Storia…” guidata da Mario Dell’Anno. Allora sì che l’opera della rinascita sarà davvero completata. Ma intanto ci si gode il doblete promozione-scudetto in una piazza affamata di riscatto e successi. Due coppe per dimenticare l’inferno già vissuto dieci anni fa quando l’Avellino post fallimento dovette ricorrere all’ammissione per guadagnare nuovamente il professionismo.

Presente e passato si incrociano nelle celebrazioni di un’annata coronata come meglio non si poteva. Adesso però viene il futuro: fuori dall’inferno c’è la luce. Strada facendo, patron De Cesare ha saputo riconoscere gli errori commessi in un mondo tutto nuovo per il gruppo Sidigas ma allo stesso tempo è riuscito a rimediare. Umiltà e risolutezza. Dagli errori si impara in uno sport che ha pochi punti di contatto con la palla a spicchi.

Il futuro è nelle mani di un imprenditore pronto a non deludere le aspettative del tifo di cui ormai è parte integrante. Prima di essere proprietario dell’Avellino infatti Gianandrea De Cesare né tifoso. Ha visto alcune partite in trasferta tra la sua gente e addirittura al Partenio-Lombardi si è recato in curva a parlare con gli ultrà, fatto senza precedenti nella storia dell’Avellino Calcio. E’ così che l’ingegnere partenopeo ha conquistato la piazza ora pronta a sostenerlo con una massiccia adesione in campagna abbonamenti.