FOTO/Calcio – Avellino, suicidio play-off: il Padova affonda i lupi

30 maggio 2014

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Padova – Avellino 2-1

Il tabellino

Padova (3-5-2): Mazzoni; Carini, Kelic (1′ st Pasa), Benedetti; Almici Osuji, Iori, Cuffa (23′ st Bellemo), Vinicius; Diakite (41′ Feczesin), Melchiorri .
A disp: Nocchi, Vantaggiato, Improta, Pasquato, Di Matteo.
All.: Michele Serena
Avellino (4-3-1-2): Seculin; Zappacosta (19′ st Angiulli), Decarli, Pisacane, Bittante; Pizza (1′ st Biancolino), Togni, Schiavon; Ciano; Castaldo, Soncin (14′ st Ladriere).
A disp.: Di Masi, Fabbro, De Vito, Peccarisi.
All.: Massimo Rastelli
Arbitro: Francesco Borriello della sezione di Mantova
Guardalinee: Massimo Melloni della sezione di Modena e Stefano Liberti della sezione di Pisa
Quarto uomo: Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo
Ammoniti: Almici al 23′ st, Osuji al 30′ st, Pisacane al 32′ st
Reti: 24′ Melchiorri (P), 27′ Diakite (P), 45’+1′ Castaldo (A)
Angoli: 4-9
Recupero: 1′ pt, 5′ st
Note: presenti sugli spalti 2000 spettatori circa.

La presentazione della gara. Una sfilza di infortunati costringe Rastelli a rivoluzionare l’Avellino che insegue il sogno play-off. Il modulo è il 4-3-1-2, ma sono tre le novità tra difesa e centrocampo. Dentro Bittante che si posiziona sull’esterno sinistro difensivo con Pisacane ad agire centralmente in coppia con Decarli. Mediana letteralmente stravolta rispetto al match con la Reggina: dal 1′ Pizza e Togni in luogo di D’Angelo e Arini, messi fuori causa da un forte attacco febbrile. Le uniche conferme riguardano la linea avanzata dove Castaldo e Soncin sono supportati da Ciano. In compenso tra i pali recupero in extremis per Seculin.
Biancoverdi inediti come il Padova, che con toni ampiamente dimessi propone Kelic, Cuffa e l’ivoriano Diakite, alla sua prima da titolare, nella formazione titolare. Fuori Jelenic, Improta e Rocchi nel 3-5-2 varato da Serena.

La cronaca del match.
Primo tempo. In condizioni atmosferiche proibitive è il Padova a creare il primo pericolo dalla destra con il velo di Melchiorri per Diakite, la battuta a rete di prima intenzione con palla che termina di poco a lato. Padroni di casa aggressivi nelle prime battute di gioco. L’Avellino fatica a sviluppare gioco sul terreno pesante dell’Euganeo, ma al 7′ Schiavon replica di gran carriera spezzando il gioco sulla trequarti e calciando centralmente verso la porta.
Le squadre provano a sganciarsi, ma il match non decolla. Avellino troppo contratto e al 19′ ancora a rischio capitolazione con un’azione fotocopia di quella dei primi minuti: cross asso di Almici per Melchiorri che anticipa Decarli ma non inquadra la porta da buona posizione. Poco dopo goffo intervento di Bittante che manca il pallone in elevazione ai 20 metri, sfera a Osuji che però carica il destro nel settore occupato dai supporters irpini.
Al 24′, però, il Padova va a bersaglio con la complicità della retroguardia dell’Avellino. Errato disimpegno di Zappacosta che spalanca la strada a Melchiorri il quale si allunga il pallone e poi con un rimpallo fortunoso sull’intervento di Pisacane riesce a beffare Seculin come all’andata. Lupi sotto shock e completamente in bambola poco dopo, al 27′, con il solito copione dalla destra: Almici serve Diakite che questa volta non fallisce l’appuntamento con la prima rete in Serie B. Partita in salita per la squadra di Rastelli, sovrastata nel giro di pochi minuti dalla doppia fiammata d’orgoglio dei biancoscudati.
L’Avellino prova a riversarsi in avanti ma l’assenza dei chili e dei centimetri di Galabinov si fa sentire. Al 38′ allora ci prova un difensore, Pisacane, che su un piazzato dalla sinistra di Schiavon colpisce in tuffo di testa a botta sicura ma Mazzoni si oppone in angolo. Sul corner, la zuccata di Castaldo all’altezza del palo lungo è imprecisa, ma l’Avellino quantomeno ha reagito al doppio schiaffo e nel primo minuto di recupero arriva anche la rete che dimezza lo svantaggio con il ricamo di Soncin dalla sinistra per la spettacolare carezza di sinistro di Castaldo che sbatte sotto la traversa e si infila alle spalle dell’ingresso Mazzoni. Undicesima rete che vale il record personale stagionale per il bomber di Gugliano e Avellino di nuovo in corsa ad un soffio dall’intervallo.

Secondo tempo. L’Avellino si ripresenta in campo con il baricentro avanzato. Fuori un impalpabile Pizza per far posto a Biancolino: biancoverdi con il 4-2-4 come nel secondo tempo di Modena. È il Padova però a sfiorare il gol al 12′ con una splendida combinazione tra Diakite e Melchiorri, che tutto solo davanti a Seculin spara la sfera sopra la traversa graziando l’Avellino.
Rastelli si gioca le ultime carte Ladriere e Angiulli ed è proprio quest’ultimo ad andare al tiro in area, ma viene murato a un difensore. Buona occasione per l’Avellino che però non va oltre qualche sporadica sortita, mentre da Varese arrivano ottime notizie.
Al 31′ ci prova Castaldo sul l’angolo ben calibrato da Ciano per la testa della punta biancoverde con palla spedita di poco alta sulla traversa. Due minuti dopo però clamorosa occasione fallita da Biancolino a porta vuota: palla alle stelle sul l’assist di Castaldo con Mazzoni fuori causa. Al 36′ break dei padroni di casa con Melchiorri che esplode il destro dal limite e sibila il palo alla destra di Seculin.
Ultimi minuti all’assalto per i biancoverdi che non sfondano e vedono sfumare l’ottavo posto raggiungibile in virtù della sconfitta del Siena e del pari del Lanciano. (Claudio De Vito)