FOTO/ Scandone, lacrime amare a fine gara. Da qui si deve ripartire

27 gennaio 2013

Le immagini e i volti del match

Avellino – “Questo è solo un errore di comunicazione”. Come per Paul Newman nel film Nick Mano Fredda, anche coach Cesare Pancotto affida involontariamente ad una delle frasi più celebri del cinema hollywoodiano l’analisi degli ultimissimi secondi del match tra Avellino e Varese, perso dalla Scandone soltanto all’overtime. Le lacrime a fine gara di Jeremy Richardson e Taquan Dean, con Jaka Lakovic e la squadra che provavano a consolarli, fotografano perfettamente la gara.
Una prestazione sicuramente positiva e di cuore per i biancoverdi che però non ha portato i frutti sperati, vuoi perchè la fortuna non è girata dalla parte degli irpini, vuoi per l’episodio finale dell’overtime, vuoi per alcune scelte arbitrali (chiamate sotto l’attento occhio vigile del commissario Fip Facchini) che hanno lasciato agli addetti ai lavori e al pubblico del Del Mauro più di un dubbio irrisolto. Ma tant’è: alla fine coach Frank Vitucci (stasera osannato dai tifosi biancoverdi) e la sua Varese capolista si portano a casa due preziosi punti.
Avellino esce sconfitta ma a testa alta. A capitan Spinelli e compagni resta tanto amaro in bocca ma anche la consapevolezza di essere finalmente una squadra con i contro attributi. Merito soprattutto di Jale. Lo sloveno oltre a riportare l’entusiasmo nell’ambiente irpino, in campo è stato subito leader e non poteva essere altrimenti visto il suo pedigree. Lakovic, nonostante abbia sostenuto soltanto pochi allenamenti con i suoi nuovi compagni di squadra, ha organizzato il gioco offensivo egregiamente, trovandosi subito a suo agio nel gioco a due con Johnson. Nel supplementare, il ferro ha letteralmente sputato fuori una sua tripla che avrebbe potuto portare Avellino a +5 a pochi secondi dalla fine. Così non è stato ma la Scandone, così come ribadito in sala stampa da Pancotto (è 0-2 al suo ritorno in Irpinia) a fine gara, può partire da questa sconfitta per rialzare finalmente la testa. E risalire in classifica.
(di Antonio Pirolo)