FOTO / Novolegno, la “tenda della resistenza” pronta a spostarsi anche al Nord. I sindacati nazionali: “E’ una vertenza di tutto il Paese”

FOTO / Novolegno, la “tenda della resistenza” pronta a spostarsi anche al Nord. I sindacati nazionali: “E’ una vertenza di tutto il Paese”

4 marzo 2020

Alfredo Picariello – Da Arcella ad Osoppo, una sola, grande vertenza nazionale con il pieno coinvolgimento dei sindacati e dei lavoratori del Friuli. “La questione della Novolegno non può e non deve riguardare solo la provincia di Avellino. Presto un presidio anche al Nord, in segno di unità”. Lo sostiene, proprio davanti alla “tenda delle resistenza” posizionata dinanzi la fabbrica del nucleo industriale irpino, Tatiana Fazi, segretario nazionale della Fillea Cgil, prima dell’assemblea con i lavoratori.

“E’ necessario – prosegue Fazi – che il ministero dello Sviluppo Economico ci convochi al più presto, spingeremo ancora per ottenere questo primo risultato. A questo punto, siamo disposti a prendere una tenda simile a questa e a posizionarla davanti l’azienda Fantoni di Osoppo, per chiedere solidarietà anche lì ed a livello nazionale e per chiedere aiuto al Governo per risolvere questa vertenza che sembra essere piccola ma che, invece, non lo è, perché dimostra che, ancora una volta, gli investimenti vengono spostati al Nord, mentre il Sud viene lasciato da solo”.

“Lanciamo forte un grido di allarme al Ministero, anche perché l’azienda sta portando via i macchinari dall’Irpinia per metterli al Nord e noi questo lo dobbiamo impedire”, dice Fabrizio Pascucci, segretario nazionale Feneal Uil. “Questa fabbrica qui in provincia di Avellino è la fabbrica ideale per realizzare un polo del legno riciclato al Sud. Il Mise deve mettere tutti attorno ad un tavolo ed occorre trovare un soggetto imprenditoriale disposto ad investire, se Fantoni non vuole più farlo. Nel frattempo, va prorogata la cassa integrazione che, ormai, sta per scadere, per dare ossigeno ai lavoratori, mentre tutti insieme si costruisce un’alternativa”.

“Ma la cassaintegrazione non è la risposta, altrimenti illudiamo gli operai”, afferma ancora Pascucci. “Dobbiamo costruire un futuro duraturo, un’azienda così importante come la Novolegno non va chiusa, perché è un’azienda importante non solo per l’Irpinia ma per tutto il sistema Paese, visto che può rientrare a pieno titolo in un progetto di economia circolare”.

Nella sala mensa dello stabilimento, l’incontro tra i sindacati nazionali, le Rsu aziendali ed i segretari provinciali Fillea Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl e Ugl costruzioni, è stato lungo ed articolato, utile a valutare a fondo le nuove strategie da mettere in atto. Un’altra giornata importante potrebbe essere quella del 12 marzo, quando nella sede di Confindustria ci sarà un incontro con l’amministratore delegato della Novolegno. Intanto, come si sa, il presidio davanti ai cancelli della fabbrica va avanti, dopo il presidio di oltre 40 giorni che si è tenuto nella sala consiliare del Municipio di Montefredane.