FOTO/ Letta (Pd): “De Magistris miglior alleato di Berlusconi”

26 gennaio 2013

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Lo spettro sconfitta al Senato per il Partito Democratico c’è. Parole di Enrico Letta, che invece di attaccare il centrodestra, a muso duro va contro la compagine di Antonio Ingroia e del sindaco De Magistris di Napoli. Scomoda la loro lista, poiché potrebbero sottrarre voti importanti in uno dei rami del Parlamento. “De Magistris è il miglior alleato di Berlusconi, in questo modo gli consentirà di vincere. Perciò lo dico apertamente: terze vie non ci sono. Votare Pd o Pdl” – annuncia Letta. Una giornata irpina trascorsa tra imprenditori e elettori. “La vera ricchezza in un Paese non si crea con i soldi – dice Letta– ma con il lavoro, per questo in Campania l’unica parola d’ordine è il credito d’imposta autonoma. Un sistema che consentirà agli imprenditori che non ce la fanno più a staccare assegni il 27 del mese per pagare i propri dipendenti, di avere agevolazioni sulle assunzioni dei giovani”. Inoltre Letta non ha difficoltà ad affrontare il caso Irisbus: “Entro il 30 di questo mese la Fiat potrebbe iniziare a smontarla e la beffa più grande è che ad Avellino sono costretti ad acquistare i pullman dalla Turchia”. Gabriella De Matteis dell’azienda omonima, annuncia «Diciamolo chiaramente, al Sud, in Irpinia in particolare, è più difficile fare impresa: troppa burocrazia, servizi inefficienti) “Sulla crescita – risponde Letta – la chiave di volta si chiama credito d’imposta al Sud per la ricerca e i giovani: va introdotta una fortissima automaticità evitando controproducenti intermediazioni. C’è poi il piano per l’internazionalizzazione delle imprese che stiamo mettendo a punto per sostenere l’export. E c’è il turismo, sul quale il 31 presenteremo a Roma le nostre proposte prioritarie. Sempre sulla crescita, ci impegniamo poi a rilanciare le piccole opere pubbliche grazie alla riforma del patto di stabilità interno”. Non mancano nemmeno le riforme nel piano di azione di Letta: “Nuova legge elettorale, riduzione del numero dei parlamentari e abolizione del bicameralismo perfetto”.