FOTO / “Gli avellinesi hanno capito che non vivono in un’isola felice ma mai abbassare la guardia”: l’arrivederci del Questore

FOTO / “Gli avellinesi hanno capito che non vivono in un’isola felice ma mai abbassare la guardia”: l’arrivederci del Questore

7 Dicembre 2019

Alfredo Picariello – Le citazioni latine non le abbandona mai. Anche da queste cose si percepiscono l’eleganza e la raffinatezza di un uomo che ha guidato per tre anni la Questura di Avellino con piglio deciso, sì, ma anche con estrema signorilità. Luigi Botte cerca di nascondere l’emozione del “momento del congedo” ma, in alcuni abbracci, emerge con chiarezza.

“Ci sono diversi stati d’animo e le emozioni sono contrastanti”, dice. “Lascio una terra operosa, ricca di storia, tradizioni e, soprattutto, di fermento culturale. Da amante della cultura umanistica, guardo questa provincia con molta ammirazione. Sono stati tre anni intensi, anche molto difficili. Ma sono stati tre anni di passione lavorativa, sacrificio, responsabilità e lealtà. Mi auguro che l’operosità ed il fermento culturale siano un primo passo per risolvere i problemi che pur ci sono. Avellino non è esente dalla delinquenza, sia quella organizzata che quella diffusa. Ci sono fenomeni corruttivi e tanti fenomeni delinquenziali che vanno combattuti. Ma, attenzione, bisogna puntare soprattutto sulla prevenzione. E non parlo di più pattuglie per strada, da sole non basterebbero. Parlo di prevenzione più ampia, occorre un risveglio culturale. La cultura è il vero antidoto al malaffare”.

Ringrazia la città, Botte, “per le diverse forme di collaborazione avute con la Questura. Ma non bisogna mai abbassare la guardia, anzi, occorre intensificare la collaborazione con tutte le istituzioni e bisogna valorizzare l’associazionismo. Credo che anche il 2019 sia stato un anno importante, foriero di ottimi risultati. Mi auguro che il senso civico che ho riscontrato negli avellinesi, sia ancor più determinato. Ma credo che gli avellinesi, ormai, stiano prendendo coscienza che Avellino non è più un’isola felice”.

Non mancano gli auguri di Natale finali ed una promessa: “Ritornerò ad Avellino il 20 gennaio in occasione di San Sebastiano, patrono dei vigili urbani. Ritornerò al Teatro Gesualdo, da attore”.

I “suoi” poliziotti si stringono attorno a lui e gli consegnano due regali: una targa ricordo ed un accendino, quest’ultimo sicuramente dono alquanto prezioso, per un fumatore come il Questore.