Foti boccia il trasferimento dell’Asl: “L’ex Maffucci è fuori città, troppi disagi per i cittadini”

Foti boccia il trasferimento dell’Asl: “L’ex Maffucci è fuori città, troppi disagi per i cittadini”

12 febbraio 2018

L’Asl di Avellino non sembra voler tornare indietro e va dritta verso la delocalizzazione del distretto presso l’ex ospedale Maffucci. Una decisione che trova tutto il disappunto del sindaco di Avellino, Paolo Foti. Lo stesso primo cittadino ha deciso di comunicarlo ufficialmente al direttore generale dell’Asl, Maria Morgante, e al direttore generale dell’azienda Moscati, Angelo Percopo.

“In qualità di Presidente del Comitato di Rappresentanza dei Sindaci per l’Ambito Territoriale dell’Asl di Avellino, unitamente ai componenti del predetto Comitato, esprimo il più vivo disappunto in relazione alla paventata nuova localizzazione della sede del Distretto dell’Asl di Avellino, che da quanto si apprende dagli organi di stampa, dovrebbe interessare anche il Poliambulatorio Specialistico”, spiega il sindaco Foti. Alla base della sua contrarietà ci sono vari motivazioni che spingono lui e il comitato dei sindaci ad opporsi a questa decisione che, tra le altre, non piace neanche a buona parte della società civile, come sottolinea lo stesso Foti. “Cittadini ed organizzazioni, anche estranee al mondo della sanità,  hanno posto l’accento, condiviso da questo comitato, sui gravi disagi che rischiano di investire l’utenza, in virtù della distanza eccessiva che separa la sede dell’ex Ospedale Maffucci dal centro della città, se si pensa ai soggetti destinatari dei servizi erogati da un’Azienda Sanitaria e alla circostanza della scarsa presenza di mezzi pubblici di collegamento. Con la conseguenza che la Tutela del Diritto alla Salute, già fortemente compromessa da endemiche carenze di risorse, rischierebbe di subire, anche per effetto di scelte di natura meramente logistica, ulteriori pregiudizi in relazione a quel connotato di effettività che deve, invece, necessariamente caratterizzarla”.

L’appello rivolto alla Morgante è quello di fare un passo indietro e rivedere la sua scelta. “Si auspica, pertanto, che la Signoria Vostra voglia tenere in debita considerazione le istanze, che sono state da più parti manifestate, anche alla luce di un percorso che, se da un lato evidenzia un apprezzabile tentativo di rimettere in ordine i conti della sanità, dall’altro si scontra con l’assenza di un confronto con le organizzazioni interessate, che avrebbe potuto favorire l’assunzione di scelte più compatibili con le esigenze di fasce, non solo già di per sé disagiate, ma il più delle volte, deboli della popolazione”.