“Forza Italia non è Forza Sibilia. Ora faccia il padrone a casa sua”

9 dicembre 2013

Avellino – Se non siamo alla resa dei conti, poco ci manca. La kermesse forzista di venerdì e la mancata presenza all’appuntamento dei consiglieri regionali Antonia Ruggiero e Sergio Nappi è stata stamane l’occasione da parte dei due per lanciare l’arringa finale nei confronti dell’imputato Sibilia, per i due esponenti della Regione il responsabile del fallimento degli ultimi anni del PdL in Irpinia. A sostegno della loro tesi anche il neo consigliere di Avellino – eletto nelle fila del PdL – Monica Spiezia. Chiara l’accusa: il partito è finito in macerie per colpa di chi ha voluto gestirlo come un padre-padrone.

Malgrado i toni iniziali delle dichiarazioni dei tre siano stati contrassegnati da una sostanziale diplomazia, la polemica è presto montata con tanto di nomi e fatti. Nel mirino di Sergio Nappi, Antonia Ruggiero e Monica Spiezia è finito – ovviamente – il senatore Cosimo Sibilia, “il padrone del pastificio” così come ribattezzato dallo stesso esponente del Mir di Samorì.
“E’ passato ormai un anno da quando Sibilia pose il suo veto sul mio tesseramento nel PdL – ha spiegato Sergio Nappi – Si crede di essere il padrone del pastificio che può decidere sulle sorti degli altri ma anch’egli adesso dovrà prendere atto che bisognerà bagnarsi i piedi per essere ancora rappresentativi del territorio, vista la recente pronuncia della Corte Costituzionale (che ha dichiarato illegittimo il Porcellum, ndr)”.

Pomo della discordia l’appuntamento di venerdì ad Avellino con lo stato maggiore campano di Forza Italia: “E’ andata in scena non la presentazione di Forza Italia in Irpinia bensì la presentazione di Forza Sibilia. Sotto la sua gestione abbiamo raccolto solo macerie, sino a raggiungere l’8% alle ultime comunali ad Avellino. Invece, l’impegno mio e di Antonia Ruggiero ha fatto sì che in poco tempo producessimo un documento cui hanno aderito 10 sindaci e tanti altri ammnistratori – ha rimarcato Nappi – Non credo che il PdL irpino nel suo periodo migliore di forma sia mai andato oltre l’adesione di 5/6 sindaci. Questo è il frutto del nostro impegno a differenza del presunto sforzo che non è mai stato attuato sinora. Ora è necessario un coordinamento temporaneo del partito che veda coinvolti tutti gli eletti in Regione e al Consiglio comunale di Avellino”.

Così anche la Ruggiero, i cui attriti con l’ex presidente della Provincia – per sua stessa ammissione – non sono di certo nuovi: “La nostra è stata una esclusione voluta da chi si crede di essere il padrone del partito – ha detto – Con senso di responsabilità abbiamo preferito non esserci visto che nessuno ci ha coinvolto nell’iniziativa, tantomeno nessuno ci ha invitato formalmente a prendervi parte così a differenza di quanto fatto anche in sede di presentazione del partito nel Sannio e a Caserta, nonostante noi fossimo rappresentativi del Consiglio regionale”.

Non occorre più fingere che all’interno del partito non esiste compattezza e unità. Oggi non è più così. Nitto Palma era presente ad Avellino perchè ci ha spiegato che con l’azzeramento dei coordinamenti locali non poteva non mancare all’appuntamento. Ma ne parleremo con Verdini a metà settimana a Roma quando il coordinatore nazionale incontrerà di consiglieri regionali. La vicenda deve essere portata a un livello nazionale”.

Dure le critiche mosse dalla Ruggiero nei confronti di Sibilia: “Il suo candidato alle ultime regionali (Cusano, ndr) ha preso consensi minori rispetto a me che ho raccolto più voti anche a casa del Senatore (Mercogliano) e nelle sue roccaforti. Non devo più essere riconoscente, Sibilia usa i miei voti per farsi spazio a Roma. Io captata? Io ho preso i voti sul territorio e non sono stata eletta attraverso un listino bloccato”.

Per la Spiezia è arrivato il momento di dire basta: “Sono stata in silenzio da maggio ma è arrivato anche per me il momento di parlare. Qualcuno ha pensato di mettere il cappello in testa al mio personale risultato alle amministrative di Avellino ma questa persona si sbaglia di grosso. Reclamo rispetto dei ruoli itsituzionali. Quando Cusano ha aderito al NCD, come mai nessuno ha mosso un dito?”.

Le conclusioni sono state affidate a Nappi che ha sottolineato: “Vogliamo che Forza Italia ad Avellino diventi un partito plurale e partecipato. Basti pensare che ad una nostra richiesta di disponibilità all’incontro, Sibilia ci ha fatto pervenire il messaggio che la sua porta era chiusa. Non si può fare il padrone del partito se non si paga nemmeno più il fitto della segreteria che è ormai chiusa da due mesi – ha concluso Nappi – Sibilia faccia il padrone a casa sua e non più in Forza Italia”. (@antopirolo)