Forza Italia, Di Cecilia: “Commissario? Napoli non può colonizzarci”

Forza Italia, Di Cecilia: “Commissario? Napoli non può colonizzarci”

12 giugno 2015

«Voglio riaprire il cantiere del centrodestra. A bocce ferme, possiamo ricostruire il partito sui territori». Franco Di Cecilia, candidato al Consiglio regionale della Campania per Forza Italia, forte di quasi seimila preferenze, si dichiara disponibile a costruire la nuova casa dei moderati, partendo dai piccoli centri ed allontanando eventuali ipotesi di commissariamento, provenienti da fuori provincia.

Di Cecilia, considerando il risultato delle regionali, come pensa di continuare ad impegnarsi?

«Lei ha detto bene, io non mi fermo. Sarò in campo per riorganizzare il centrodestra. Dopo aver ringraziato i miei elettori ed aver analizzato i risultati elettorali, cercherò di impegnare e coinvolgere tutte quelle persone che intendono cambiare il centrodestra. Non voglio essere il coordinatore provinciale del partito o il nuovo leader. Intendo ricostruire un soggetto politico che non esiste. E’ venuto il momento di mettere da parte le ambizioni e collaborare per un progetto comune. Basta lotte interne! Non serve essere a capo di un qualcosa che sta morendo».

In questo nuovo processo, Cosimo Sibilia sarà protagonista?

«Insieme agli amici, che mi hanno sostenuto, cercheremo di superare i recinti abituali e raccogliere consensi anche all’interno del centro, seguendo quel progetto, auspicato da Silvio Berlusconi. E’ fondamentale, però, riscoprire il dato dell’unità. Non possiamo essere compatti soltanto quando dobbiamo eleggere il presidente della Provincia».

A proposito di Gambacorta, il presidente della Provincia ed il suo braccio destro Flavio Petroccione accusano il coordinatore provinciale di essere stato l’artefice della disfatta di Caldoro in Irpinia. Cosa ne pensa?

«Non vorrei che nessuno diventi analista politico, chiedendo provvedimenti dal vertice, senza aver votato e sostenuto Forza Italia nella propria municipalità. Ad Ariano Irpino, c’erano candidati che erano in campo per il partito di Silvio Berlusconi. Qualche dirigente regionale, però, ha preferito non votarli. La priorità, adesso, comunque, resta ricompattare il partito e ricominciare dal punto di partenza, mettendo da parte chi antepone i personalismi al centrodestra».

Fino a quando non ci sarà ordine, sarete commissariati?

«Il commissariamento non è la strada maestra. Napoli non può colonizzarci. Il partito deve essere diretto dagli irpini. Sono stato sempre contrario a decisioni, calate dall’alto, senza coinvolgere le comunità. Basti pensare alle tante battaglie condotte contro Cosenza e Milanese, personaggi che volevano far valere i personalismi alle istanze dei piccoli centri. Sono stanco di corpi estranei alle realtà locali. La velleità di qualche napoletano di poter governare questa provincia deve essere fermata quanto prima. Per tale ragione, dobbiamo ricompattare le energie e non farci calpestare da chi ci considera soltanto come un serbatoio di consensi».