Forza Italia/ Castelluccio contro la gestione Benigni

23 aprile 2005

Continua il periodo di ‘empasse’ in casa ‘Azzurri’. Un momento, quello post-elettorale, che si contraddistingue per le evidenti frizioni maturate tra i componenti forzisti. Il noto binomio Sibilia-Gargani continua la personale ‘battaglia’ a suon di botta e risposta, mentre numerose appaiono le rimostranze nei confronti del coordinatore provinciale Antonio De Mizio, a cui è stato chiesto di rassegnare le proprie dimissioni, attribuendogli le responsabilità di un esito elettorale non propriamente brillante. Dunque posizioni ancora contrastanti ed una crisi che, come sostiene Roberto Castelluccio, affonda le proprie radici nella gestione ‘Benigni’. “Non esiste nessuna difficoltà insormontabile per il nostro partito, anche se la ‘defaillance’ è evidente. Una situazione, quella in cui versa Forza Italia, indicativa di una disastrosa gestione triennale portata avanti dall’ex coordinatore Benigni”. Dunque, il rappresentante degli azzurri lancia frecce in favore del coordinatore attuale, “a cui non dovrebbero essere attribuite responsabilità che non gli competono”. Dimissioni assolutamente inopportune, dunque, quelle chieste a De Mizio: “Non vedo proprio alcuna motivazione che possa portare a queste conseguenze. In provincia di Avellino non si è registrato alcun calo evidente. La vera perdita, che ha portato al vacillare degli azzurri, si è avuta a Napoli”. Dunque, un sistema che, a detta dello stesso Castelluccio, andrebbe ridefinito per ottenere nelle prossime occasioni il rilancio a cui l’intero partito aspira. “Quello che manca a Forza Italia è una vera programmazione. Occorre organizzare in partito quella che ancora assume i caratteri di una forza”. E soltanto attraverso una organica gestione, dunque, sarà possibile riacquisire una posizione dominante nell’ambito dell’intera Cdl. “Forza Italia è stato finora il motore trainante. Per riottenere questo risultato sarà però necessario aprire un discorso nell’ambito della coalizione. Discutere, confrontarsi e collaborare per superare la crisi che investe tutto il centrodestra”. La vera arma, quindi, per superare la crisi sarebbe l’apertura di quel dialogo che al momento sembra mancare. Superare le incomprensioni interne per affrontare il futuro con un’arma in più: l’unione.