Formaggi senza latte, la protesta di Coldiretti

Formaggi senza latte, la protesta di Coldiretti

1 luglio 2015

La diffida della Commissione Europea sul divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari è stata ieri sera al centro della discussione nell’Assemblea regionale di Coldiretti Campania. Dai dirigenti dura condanna e preoccupazione per una scelta che rischia di colpire un grande patrimonio di eccellenze regionali fatto da 4 formaggi Dop (denominazione di origine protetta) e 45 Pat (prodotti agroalimentari tradizionali).

Una decisione infelice che rischia di aggiungere ulteriori difficoltà alle nostre imprese, che in Campania rappresentano una punta di eccellenza nel settore lattiero caseario“. Così Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania. “Con questa mossa, di cui non si sentiva alcun bisogno – spiega Masiello – si mette in discussione tutto il lavoro fatto su qualità dei prodotti e salute dei consumatori, alla faccia della difesa del patrimonio agroalimentare. Ancor più grave se le spinte arrivano dall’Italia. I nostri produttori combattono già una immane battaglia contro le truffe, le contraffazioni del falso made in Italy e per un prezzo giusto per il latte. Così si finisce per favorire le lobby che spingono per sminuire la produzione di alta qualità. Una scelta che fa comodo a chi vuole giocare su un sistema di etichettatura ancora poco trasparente nella filiera produttiva dal latte ai formaggi. La tutela che l’Italia ha voluto dare dal 1974 alle produzioni casearie ha garantito fino ad oggi la crescita delle esportazioni. E specialmente la Campania ha tutto l’interesse a proteggere le sue ricchezze produttive tradizionali“.

A tale proposito il presidente nazionale di Coldiretti Moncalvo nelle ultime ore ha attaccato duramente l’associazione delle Industrie lattiero casearie (Assolatte). “Siamo di fronte ad un caso di alto tradimento del Made in Italy. Quelli che chiedono all’Unione Europea di produrre il ‘formaggio con la polvere’ sono – precisa Moncalvo – gli stessi che sottopagano il latte agli allevatori italiani con prezzi che non coprono neanche i costi dell’alimentazione del bestiame. Una azione che danneggia i consumatori italiani con l’offerta di prodotti di basso standard qualitativo con effetti sul piano economico, occupazionale ed ambientale“.

Di seguito la lista dei prodotti che rischiano di scomparire dal mercato:

DOP FORMAGGI CAMPANIA

  1. Caciocavallo Silano
  2. Mozzarella di Bufala Campana
  3. Provolone del Monaco
  4. Ricotta di Bufala Campana

PAT FORMAGGI CAMPANIA

  1. bebé di Sorrento
  2. bocconcini alla panna di bufala
  3. burrini e burrata di bufala
  4. caciocavallo affumicato
  5. caciocavallo del Matese
  6. caciocavallo di bufala
  7. caciocavallo di Castelfranco
  8. caciocavallo irpino di grotta
  9. caciocavallo podolico
  10. cacioricotta caprino del Cilento
  11. caciotta di capra dei Monti Lattari
  12. caciottina canestrata di Sorrento
  13. caprino conciato del Montemaggiore
  14. caso conzato
  15. casomaturo del Matese
  16. casoperuto e marzolino
  17. casuforte di Statigliano, cacioforte, casoforte
  1. casu re pecora del Matese
  2. fiordilatte
  3. formaggio caprino del Cilento
  4. formaggio duro di latte di pecora, capra e vacca
  1. formaggio morbido del Matese
  2. juncata
  3. manteca
  4. manteca del Cilento
  5. mozzarella nella mortella
  6. pecorino del Monte Marzano
  7. pecorino bagnolese
  8. pecorino di Carmasciano
  9. pecorino di Laticauda
  10. pecorino fresco e stagionato
  11. pecorino di Pietraroja
  12. pecorino salaprese
  13. provola affumicata
  14. provola affumicata di bufala
  15. provolone
  16. riavulillo
  17. ricotta di fuscella di S. Anastasia
  18. scamorza
  19. scamorza di bufala
  20. scamorzini del Matese
  21. scamosciata
  22. stracciata
  23. stracciata del Matese
  24. treccia