Forgione PD Paternopoli: “Renzismo fa rima con familismo?”

6 novembre 2013

“Mai come in questo caso verrebbe da dire: “ l’uomo non osi separare cio’ che Dio unisce” .I laici agnostici potrebbero recitare il vecchio adagio : “ fra moglie e marito non mettere il dito”. In ogni caso la sostanza non cambia: il renzismo nostrano fa rima con familismo. E la conferma i cittadini l’hanno avuta quando leggendo l’elenco dei componenti la direzione provinciale del Pd hanno scoperto che la dott.ssa Emiliana Mannese, consorte del deputato onorevole Luigi Famiglietti, fa parte di questo organismo di cooptati. Naturalmente questa presenza non costituisce reato ma la dice lunga su cosa e’ il renzismo irpino. I maligni e le malelingue potrebbero obiettare che almeno l’onorevole Famiglietti ha cooptato la moglie mentre altri hanno cooptato , negli attuali gruppi dirigenti provinciali , amanti ed accompagnatori . Ma queste sono solo sfumature moralistiche. Resta la sostanza che il renzismo in Irpinia mostra una degenerazione della politica: il familismo. E di esempi di questo tipo ne e’ piena la storia. Benito Mussolini nomino’ il marito della figlia, Galeazzo, ministro degli esteri, Umberto Bossi fece eleggere il figlio detto il trota, l’attuale premier Enrico Letta e’ nipote di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi. Su questa materia sarebbe opportuno leggere il libro di Banfield che ha introdotto il concetto di familismo amorale. I concetti espressi nel libro hanno suscitato un intenso dibattito , ed e’ stato ripreso fra gli altri da Norberto Bobbio che ha rilevato come gli italiani spendano tante energie e tanto coraggio per la propria famiglia che poco rimane per la societa’ e lo Stato. Il familismo amorale si manifesta in tutte quelle situazioni in cui gli interessi ed i valori della famiglia sono considerati non solo assolutamente prioritari ma anche in contrasto con quelli della societa’ piu’ ampia; in questa situazione gli obblighi verso la propria famiglia possono giustificare qualsiasi tipo di comportamento, anche illegale, rifiuto delle proprie responsabilita’ verso la comunita’ e sfiducia nei confronti dello Stato. Tratti di familismo amorale appaiono ben al di la’ del villaggio lucano studiato da Banfield, sono tenaci e persistenti e si compendiano nel detto popolare “ tengo famiglia”. Detto questo rimane il rammarico per un renzismo fallito che doveva declinarsi in innovazione e rinnovamento e si e’ trasformato in conservazione e familismo. E tu , cittadino che leggi, potresti dire che poi in fondo la politica del “ tengo famiglia” non e’ molto grave. Ed invece i familismi sono le basi morali di una societa’ arretrata, proprio il titolo del libro di Banfield”.
Così Andrea Forgione, dirigente provinciale PD , federazione di Avellino