Fismic, il bilancio del segretario Zaolino: “E’ stato un anno difficile”

Fismic, il bilancio del segretario Zaolino: “E’ stato un anno difficile”

2 gennaio 2019

Riunione straordinaria nei giorni scorsi della Segreteria Provinciale Fismic per un’analisi approfondita dell’attività sindacale svolta nel 2018 in Irpinia e per tracciare le linee guida che vedranno impegnata tutta l’organizzazione nel 2019.

“E’ stato un anno molto travagliato – ha spiegato il Segretario Provinciale Giuseppe Zaolino – il mondo metalmeccanico Irpino si è aggrappato alle tre grandi fabbriche del territorio (Fca-Denso-Ema) per bilanciare la perdita di posti di lavoro, causati dalla chiusura di alcune piccole aziende.

La vertenza simbolo del 2018 è stata IIA, a giugno sembrava prossimo al rilancio con 100 lavoratori in fabbrica ed un programma che prevedeva il raddoppio delle presenze entro la fine dell’anno, poi la crisi finanziaria e le strumentalizzazioni politiche hanno portato la società ad un passo dal fallimento ed il passaggio da Del Rosso ai turchi di Karsan. Adesso si prospetta solo una lunga cassa integrazione (10 gennaio a Roma per l’accordo) senza programmi produttivi.

Sono state fatte tante discussioni anche sul futuro dei 1800 lavoratori di Fca di Pratola Serra. La presentazione a Torino del piano industriale di fine novembre ha ridato speranza al futuro della fabbrica più grande dell’Irpinia, rispondendo a tutti quelli che ne avevano già decretato la chiusura.

Il 2019 – continua Zaolino – sarà l’anno dell’Alta Irpinia, unica zona industriale interessata a progetti di sviluppo in grado di generare 350 nuovi posti di lavoro. Sirpress di Nusco e Ema/Poema di Morra De Sanctis diventeranno le locomotive dell’Alta Irpinia, favorendo anche la crescita dell’indotto e dell’ artigianato locale.

La vera sfida  – conclude il segretario – è fermare l’emigrazione dei giovani e lo si fa creando nuovi posti di lavoro e non le chiacchiere contrapposte dei partiti politici. Noi come Fismic continueremo a batterci per far crescere la cultura partecipativa. Al Sud il lavoro si difende solo facendo squadra tra imprese, lavoratori e sindacato”.