Festa “esalta” il suo operato in fase 1: “Abbiamo circoscritto il contagio, tutta Italia ha parlato del modello Avellino”

Festa “esalta” il suo operato in fase 1: “Abbiamo circoscritto il contagio, tutta Italia ha parlato del modello Avellino”

6 Maggio 2020

Alfredo Picariello – Circa un’ora di intervento del sindaco Gianluca Festa dinanzi all’aula “virtuale” del consiglio comunale di Avellino, riunito per la prima volta nella storia via skype a causa dell’emergenza coronavirus. In Municipio solo qualche esponente della giunta, il presidente Ugo Maggio, il segretario comunale, alcuni dipendenti ed alcuni tecnici, ovviamente muniti di guanti e mascherine. Trenta i consiglieri che si sono collegati da remoto.

Il primo cittadino, in un intervento molto lungo ed “accalorato”, ha difeso a spada tratta le scelte fatte nel corso della fase 1, senza risparmiare attacchi, come sempre, ai “rosiconi” e ai “panda”. “Sono molto orgoglioso del comportamento tenuto dalla nostra comunità per come ha affrontato questo periodo di emergenza senza precedenti. Avellino, i cittadini, hanno dato una grande risposta. Abbiamo rappresentato un modello comportamentale per tutto il Paese. Siamo stati bravi, nonostante le difficoltà”.

Qui, un riferimento Festa lo fa al “focolaio” di Ariano Irpino. “Non è il momento, questo, di gettare la croce addosso a nessuno. E’ il momento, visto che ci sono ancora contagi, di abbracciare virtualmente tutto il popolo di Ariano. La seconda difficioltà – ha proseguito il sindaco – l’abbiamo dovuta affrontare con l’ospedale Moscati. Mi preme l’obbligo di ringraziare, a nome dell’aula, tutti gli operatori sanitari”.

“In questa battaglia, non ci sono state differenze di colori politici. Le nostre scelte le abbiamo fatte nell’esclusivo interesse della salute pubblica, come Comune di Avellino, in nome e per conto di tutti. Abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo, come sempre. Non abbiamo aspettato provvedimenti di altri, non potevamo lasciare la nostra comunità senza avere certezze. Io non sono il sindaco di Avellino, io faccio il sindaco di Avellino. Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra comunità. Siamo stati il primo capoluogo in Italia ad attuare una strategia vincente. Oggi, anche la comunità mondiale ci dà ragione, per quel che riguarda la strategia dei test rapidi. Noi abbiamo tracciato la strada, oggi molti seguono questo modello di intervento, abbiamo anche dovuto combattere, abbiamo trovato resistenze. Ma noi non potevamo stare fermi ad aspettare, per questo motivo ringrazio l’Ordine dei Medici di Avellino ed i medici del nostro consiglio comunale che, in maniera bipartisan, si sono attivati. Sono consiglieri comunali, non c’è stata differenza tra gruppi consiliari”.

“Ai test – ricorda il sindaco – si sono sottoposti i dipendenti dell’Alto Calore e non solo. Tutti coloro che hanno ripreso a lavorare. Ora stiamo testando i dipendenti delle attività commerciali. Tutto ciò ha dato sicurezza a chi stava sul campo ed anche tranquillità ai cittadini. I test sono uno strumento di analisi epidemiologica e ci hanno fatto comprendere come si muoveva il virus. Una strategia vincente che ci ha consentito di circoscrivere la diffusione del contagio, di interrompere la catena del contagio. Sarebbe stata una resa aspettare. Il virus non si segue, si anticipa. Di questo modello ora si parla in tutto il mondo. I cittadini non ci hanno votato per aspettare che accadano le cose, ci hanno eletto per governare città e processi, per assumerci le nostre responsabilità. La scelta è stata vicnente, tutta l’Italia ha parlato del modello Avellino, tutti ne dobbiamo essere orgogliosi”.