Festa dell’Arma, Cagnazzo commemora i caduti di tutte le appartenenze

Festa dell’Arma, Cagnazzo commemora i caduti di tutte le appartenenze

5 giugno 2018

Durante la celebrazione del 204esimo anno di storia dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Massimo Cagnazzo ha commosso l’intera platea, rivolgendo parole di conforto e di fratellanza nei confronti delle famiglie dei caduti dell’arma e di tutte le appartenenze.

Con grande affetto e orgoglio, per l’intera durata della cerimonia, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino, ha trovato il modo di rendere partecipi, tutte quelle vite che sono state improvvisamente interrotte mentre si professava l’amore per il proprio lavoro e per la patria.

Di seguito le riconoscenti e commoventi parole pronunciate dal Colonnello Cagnazzo, dedicate al ricordo dei caduti e alle loro famiglie:

“Chi ha scelto di fare il carabiniere non ha scelto una vita comoda, né per sé, né per le proprie famiglie. Ma i disagi, le ripetute rinunce che affrontiamo e a cui costringiamo spesso i nostri cari, sono però ricompensati, dalla gratitudine e dalla riconoscenza della gente.

Molti di questi cari, privati prematuramente dell’affetto e del sostegno dei propri familiari, ancora piangono i loro figli, i loro fratelli, i loro mariti, che si sono spinti sino all’estremo sacrificio, esclusivamente per il bene dei cittadini. A loro, dunque, alle famiglie di tutti i caduti dell’Arma e di tutti i caduti di qualsiasi appartenenza, rivolgo un commosso, vero, affettuoso riconoscente pensiero, con fraterna vicinanza.

Ma onorare i caduti, solo nelle cerimonie o solo in un istante, non basta!

La partecipazione commossa di molti, in quegli scarni minuti di raccoglimento, suggellati dal suono del silenzio, deve trasformarsi in una partecipazione attiva, onesta, solidale, solo così, solo con le virtuose azioni, operate ad ogni livello, potremmo veramente onorare, giorno dopo giorno, i caduti, facendo il nostro dovere, con disciplina ed onore.

Con questi sentimenti dobbiamo guardare avanti, alle ulteriori e prossime prove che ci attendono, nel contrasto al malaffare.”