Festa Acli con Mancino, Maccanico, Bianchi, Villone

3 settembre 2005

All’ex Carcere Borbonico una vera e propria lezione di politica costituzionale. Al tavolo, ieri pomeriggio, i deputati Giovanni Bianchi e Antonio Maccanico, i senatori Nicola Mancino e Massimo Villone e il giornalista Gianni Festa, a confronto sul tema “Le riforme costituzionali, federalismo o premierato: verso quale Costituzione?”. Ad introdurre è Antonio Maccanico che mette in evidenza come sia necessario dare incisività al Governo e come non bisogna stravolgere la Costituzione. A mettere in luce, invece, l’importanza dei partiti politici, il senatore diessino Villone. “L’elemento territoriale dei partiti – afferma – specie in questo momento, conta molto di più rispetto al passato. Se si parla di federalismo non si può tener conto di questa situazione. Lo scenario futuro può riservarci parlamentari che fanno capo ai governatori e non ai partiti. Una eventuale bozza di costituzione del centrosinistra non sarà mai condivisa dal centrodestra. Bisogna pertanto eliminarlo”. Segue Mancino che precisa: “Pur avendo risultati positivi, la riforma del titolo V…”. E poi il passaggio alla perequazione: “Non dico che non abbia funzionato, ma con la pochezza delle risorse a disposizione. Tant’è che il debito si è dilatato. Ci troviamo con regioni ricche di competenze e prive di risorse. Lo Stato non è in grado di soddisfare le esigenze degli Enti locali”. E ancora un passaggio sul premierato: “E’ cattivo il premier assoluto che sia di destra o di sinistra. Dico no all’esautoramento della funzione del Parlamento e soprattutto della Camera… altrimenti avremo una dittatura assoluta. Nel sistema politico italiano ci sono tre virus: la preferenza unica; il passaggio dell’elezione alla nomina di parlamentare… perché ci sono alcuni mai eletti, come l’onorevole Mastella, eppure sono diventati parivalenti rispetto a quelli eletti; la ristrutturazione dei partiti politici perché essi sono deboli”. (t.l.)