Ferragosto avellinese. Fasulo (Aca): “Amareggiato per le troppe polemiche”

Ferragosto avellinese. Fasulo (Aca): “Amareggiato per le troppe polemiche”

18 agosto 2018

Ferragosto avellinese, di seguito la nota a firma del Presidente dell’Associazione Commercianti Avellino (Aca), Filippo Fasulo.

“Apprendo e leggo in questo momento di messaggi copiati e barbaramente incollati, tra l’altro lasciando anche il nome del mittente in vista, in piena violazione di ogni norma di legge sulla privacy, ma che, querela a parte, non ho nessun problema a dire che fosse il mio perché nulla di strano si legge nel messaggio. Allora chiariamo tutto in attesa della conferenza stampa”.

Fasulo analizza punto per punto: “L’Aca ha ricevuto l’incarico di organizzare la festa di Ferragosto il 14/08/2018 e compatibilmente con le festività si è messa a lavoro dal giorno 14/08/2018 con tempi strettissimi e con la volontà di fare un miracolo per la riuscita dell’evento, non organizzato dall’amministrazione per la ben nota vicenda politica e per la palesata mancanza di fondi.

L’Aca non ha preso e non prenderà finanziamenti pubblici di alcun tipo e ne ha fatto espressa rinuncia mezzo Pec il giorno 16/08/2018.

Le famose casette non sono state dati in concessione dal comune, ma sono private e noleggiate dall’associazione e la cifra simbolica chiesta non copre nemmeno il costo di installazione delle stesse che, da fattura N. 42/2018 ammonta a 4.026,00 a favore dell’azienda Tanagro legno idea Srl.

Poiché è l’Aca – si legge nella nota –  che organizza e cerca fondi privatamente, ovviamente gli associati hanno un diritto di prelazione.

La frase “senza limiti e prescrizioni” è stata palesemente strumentalizzata da chi evidentemente non ha mai organizzata un evento.

A differenza di altre manifestazioni di street food, i noleggiatori delle casette non hanno imposizioni da parte degli organizzatori sui menù o sulle proposte offerte, né tantomeno hanno prescrizioni su quantità e prezzi di vendita.

I commercianti, infatti, sono completamente liberi di gestire nel rispetto delle norme le unità mobili “cd casette” come appendice della propria attività commerciale, scontrinando autonomamente, decidendo liberamente cosa vendere tra le loro eccellenze, a che prezzo venderle e quante quantià preparare senza nessuna percentuale all’organizzazione.

Sono stare chiamate dal direttivo tante altre associazioni ed è stata data disponibilità collaborativa a tutti, compresa Confesercenti, che nonostante sia stata chiamata più volte e contattata con messaggi privati non ha dato nessuna risposta allo scrivente.

Sesto ed ultimo punto strettamente personale: mi vergogno davvero di condividere la mia cittadinanza con delle persone che hanno fatto della polemica, della diffamazione e delle offese il loro modus operandi.

Con rassegnazione e amarezza in conferenza stampa tutte le mie parole saranno avallate da documenti e relative querele”.