Fermare il Declino, la nota di Rossano

29 gennaio 2013

Avellino – “Anche l’on De Mita è stato contagiato dalla cosiddetta “influenza del voto utile” ed in un convegno in Alta Irpinia ha esortato i suoi elettori a valutare la politica di alcuni partiti minori – e tra questi “Fare – per Fermare il Declino” di cui ha criticato l’indeterminatezza delle proposte politiche di candidati che non hanno meta né partenza”. Così l’arch. Claudio Rossano, candidato al Senato della Campania nella lista “ Fare – per Fermare il Declino”.

“In verità la partenza dei candidati della lista del Fare è stata ottima: una affollatissima riunione con entusiastica partecipazione di tanti giovani, donne, imprenditori che hanno seguito con attenzione il discorso del prof. Giannino che – cifre alla mano – ha spiegato come anche l’Irpinia ed il Meridione possano uscire da questo declino enorme, generato da una classe politica ormai da tutti vituperata. Ma alle cifre evidentemente l’on. De Mita preferisce i suoi fumosi ragionamenti, che portano il suo partito a stare talvolta a destra talvolta a sinistra, in un perenne oscillare, come il pendolo di Focault, sempre alla ricerca di nuovi centri di potere. Sono stati così teorizzate le “alleanze di programma” alla regione Campania e alla Provincia di Avellino, che permettono all’UDC di condividere spazi di potere con il PdL, il partito avvertito come l’avversario da battere da parte del partito di Casini e di Monti. E solo l’insipienza del PdL campano ed irpino poteva tener in vita questa alleanza anomala, tutta a vantaggio dell’UDC. Ma perché tanto interesse da parte dell’on. De Mita per il partito del prof. Giannino, partito che tanto piccolo non deve poi essere se nei sondaggi elettorali è accreditato di percentuali superiori a quelle dell’UDC? Il pur piccolo partito di “Fare – per Fermare il Declino” potrebbe erodere consensi nell’area di centro, potrebbe portare nuovamente alle urne tante persone che avevano deciso di non votare più e determinare il non raggiungimento del quorum da parte della coalizione di cui l’UDC fa parte. Occorre infatti ricordare che per guadagnare almeno un seggio alla Camera dei deputati è necessario che, su scala nazionale, ciascuna lista superi il 4% se da sola, il 2% se collegata ad altre in una coalizione in grado di raccogliere non meno del 10% dei consensi totali. In tale situazione è fortemente a rischio la presenza nel prossimo parlamento del partito di Fini “Futuro e Libertà” … forse il nome dello storico rappresentante della destra storica dovrà essere letto alla francese “ Finì “ … e le sorti politiche dell’Udc sono tutte legate a quella “Scelta civica” di Monti, che giorno dopo giorno sta perdendo consensi nell’elettorato, che lo avverte responsabile di questo ultimo anno di tasse senza fine. Ed il prof. Monti che pochi giorni fa aveva asserito essere un “pifferaio magico” chi, come Berlusconi, prometteva di voler abbattere le tasse, in particolare l’Imu, tutto d’un tratto ha cambiato idea. Ha acquistato anche lui un piffero ed intonato la melodia: “Giù l’Imu dal 2013 e Irpef e Irap dal 2014”. Presagendo il flop elettorale, forse De Mita ha pensato bene di ritornare alle sue storiche letture e “togliattianamente” ha individuato nel nipote Giuseppe “il Migliore”. L’aggettivo usato non è di buon auspicio: l’onorevole De Mita sicuramente avrà letto la pagina 185 del resoconto stenografico dell’intervento di Palmiro Togliatti “il Migliore” al XVI Congresso del Partito comunista dell’Unione Sovietica: ‘E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. ‘ome cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano“. Se i migliori sono questi c’è ben poco da sperare…”, conclude.