Fca, operai in assemblea. Appello della Fiom: “Fronte comune per salvare Pratola Serra”

Fca, operai in assemblea. Appello della Fiom: “Fronte comune per salvare Pratola Serra”

26 settembre 2018

Marco Grasso – Lavoratori in assemblea alla Fca di Pratola Serra. Le assemblee della Fiom Cgil si terranno il 2 ottobre (turno di notte dalle 22 alle 23) e il 3 ottobre (turno di mattina dalle 13 alle 14 e turno centrale e pomeriggio dalle 14 alle 15).

Alle assemblee sarà presente il segretario nazionale Michele De Palma. Al suo fianco le Rsa Fiom Giuseppe Morsa, Italia D’Acierno, Fabio Colucci, Roberto Fausto, Giulio Petrillo, Giulio Carbone e Vincenzo Buonanno.

Il sindacato non nasconde la sua preoccupazione per il silenzio calato sullo stabilimento all’indomani dell’Investor Day dello scorso primo giugno e auspica un confronto aperto tra tutte le sigle sindacali su una possibile nuova piattaforma contrattuale, che potrebbe essere unitaria.

Tra le priorità i temi della partecipazione e della rappresentanza, le condizione di lavoro e sicurezza, tempi di lavoro, welfare e salario. La piattaforma, che dovrebbe essere votata dai lavoratori e dalle lavoratrici e sottoposta unitariamente ad Fca, dovrebbe dedicare ulteriori capitoli anche ai fondi previdenziali, all’integrazione salariale e ai diritti sindacali.

“Le decisioni e le strade da intraprendere vanno condivise con i lavoratori e le lavoratrici, e si può fare solo attraverso la conoscenza e il confronto. L’assemblea – precisano le Rsa – è lo strumento per farlo tutti, al di là delle bandiere di appartenenza, poiché la problematica è comune. Noi Rsa innanzitutto, e tutta la Fiom, siamo fortemente preoccupati per il futuro dello stabilimento di Pratola Serra. Partecipare è fondamentale, perchè insieme si può attivare un percorso che possa aprire nuovi spiragli”.

Con la nuova iniziativa la Fiom punta a sollecitare la direzione aziendale di stabilimento a lavorare per una missione produttiva definita sulle nuove norme europee. Secondo il sindacato l’obiettivo deve essere “la motorizzazione ibrida che permetterebbe allo stabilimento di saturare gli impianti. Come Fiom puntiamo alla piena produttività, non al prolungamento degli ammortizzatori sociali, come avviene ormai da dieci anni”.