Fca, De Palma (Fiom): “Il ministro Di Maio ci convochi. I lavoratori vivono in un clima di profonda incertezza”

Fca, De Palma (Fiom): “Il ministro Di Maio ci convochi. I lavoratori vivono in un clima di profonda incertezza”

15 ottobre 2018

Antonella Marano Dietro lo slogan ‘I Motori non ripartono’ si cela la preoccupazione e la profonda incertezza che vivono i lavoratori della Fca di Pratola Serra da tempo, troppo tempo ormai.

Gli ammortizzatori sociali, sempre più in aumento, sono stati in questi anni un ‘cuscino’ su cui appoggiare la testa (e i pensieri) in attesa di tempi migliori. Tempi migliori che dovrebbero essere dettati dal superamento di questa fase di eterna attesa e da azioni concrete in grado di risollevare le sorti di uno stabilimento che, sin dal suo insediamento negli anni ’90, ha scritto un pezzo importante della storia di Fiat.

Tra le opzioni attualmente allo studio per il futuro ci sarebbe anche la possibilità di riconvertire lo stabilimento trasformandolo da centro della produzione di motori diesel a fulcro della nuova generazione di motori elettrificati, sia ibridi che elettrici.

Per il futuro, infatti, FCA prevede il lancio di un gran numero di progetti elettrificati che, progressivamente, andranno a sostituire le varianti diesel che, ad oggi, rappresentano una buona parte delle vendite del gruppo in Europa.

Questa mattina la Fiom Cgil ha raccolto in assemblea (un sit-in che durerà per tutta la giornata, fino alle 16) i lavoratori e le lavoratrici, proprio in giorni in cui sono in corso le giornate di cassa integrazione.

‘Riprendiamoci il lavoro e la dignità’ è il titolo della lettera aperta indirizzata a chi vive sulla sua pelle le problematiche della Fca di Pratola e alle Istituzioni locali.

All’appello della Fiom Cgil che ha visto in prima linea il neo segretario Giuseppe Morsa e la rsa Italia D’Acierno, hanno risposto i consiglieri regionali Francesco Todisco e Maurizio Petracca, la parlamentare pentastellata, Maria Pallini, Giuseppe Di Guglielmo, segretario provinciale del Pd, Nadia Arace (Si Può) consigliere comunale di Avellino e Raffaele Aurisicchio di Sinistra Italiana.

Insieme ai rappresentanti della Fiom Cgil di Avellino c’era anche il segretario nazionale e responsabile automotive, Michele de Palma.

“E’ un anno che stiamo chiedendo all’azienda di aprire un tavolo di confronto per  conoscere la progettualità e gli investimenti legati al futuro dello stabilimento di Pratola Serra – ha esordito il sindacalista De Palma -. E’ un anno che chiediamo anche al Governo di aprire un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico affinché venga scongiurata la possibilità di ritrovarci in una situazione di emergenza”.

Per De Palma: “Qui siamo in una situazione di fermo ma quello che sappiamo è che l’amministratore delegato aveva detto che nel 2021 sarebbe cessata la produzione di motori diesel. Vogliamo sapere, da oggi, qual è il percorso che l’azienda ed il Governo intendono percorrere per il mantenimento dell’occupazione e per l’implementazione del sistema produttivo dello stabilimento”.

Insieme a De Palma abbiamo affrontato anche la questione della fine dell’era del diesel o quantomeno della possibilità di un’alternativa, un’àncora di salvezza per i lavoratori.

“Non è detto che il pieno superamento del diesel risolva il problema delle emissioni. Ci sono più soluzioni che andrebbero verificate, ad esempio il sistema ibrido in cui possono essere previsti anche motori diesel e gli investimenti diretti ai motori elettrici e a benzina.

Il punto è che l’azienda deve decidere  quale direzione vuole intraprendere e quali sono gli investimenti su cui il Governo vuole puntare facendo la sua parte. Dire oggi – continua – che da dopodomani in tutta Italia ci saranno le auto elettriche è un problema. Non ci sono le colonnine per poterle ricaricare, quindi, siamo dinanzi ad un processo di transizione che va governato”.

L’intervista non poteva concludersi con un appello alla Politica e, in particolare al ministro Luigi Di Maio.

“Da Di Maio ci aspettiamo che faccia il ministro dello sviluppo economico e che segua la nostra vertenza proprio come sta seguendo le altre. Proprio come ha fatto per l’Ilva di Taranto.

E’ necessario che il ministro convochi l’azienda e le organizzazioni sindacali per il futuro dei lavoratori. In queste ore non sappiamo cosa sta succedendo alla Magneti Marelli ma sappiamo, per esempio, che è in vendita. Insomma, questo clima di profonda incertezza non giova a nessuno. Serve un drastico cambio di rotta”.

L’assemblea pubblica è iniziata intorno alle 10.30, ad introdurla Morsa: “Lo stabilimento Fca di Pratola Serra rappresenta un tassello di valore senza pari del patrimonio produttivo territoriale che la provincia di Avellino e la regione Campania non possono non considerare uno dei capisaldi da tutelare nell’attuale sistema industriale locale e sul quale Fca non può disimpegnarsi. E’ necessario, quindi, la convocazione di un vertice, la nostra vertenza è nazionale e lì deve essere affrontata”.

Sulla stessa linea d’onda la D’Acierno: “All’assemblea di oggi erano stati invitati tutti, dalle Istituzioni, alla politica fino ad ogni singola organizzazione sindacale. Questo perché siamo qui per difendere il lavoro ed il futuro di quest’azienda. Siamo qui perché la sottoscritta rappresenta non solo chi indossa la mia stessa felpa rossa ma ogni singolo lavoratore. Il problema della Fca di Pratola Serra è nostro, confrontiamoci ed abbattiamo quel muro di silenzio ed indifferenza che porta solo a divisioni e non alla vera risoluzione del problema”.


Commenti

  1. […] aveva già espresso tutta la sua preoccupazione sulla vendita della Magneti Marelli anche in un’intervista rilasciata ad Irpinianews durante l’assemblea pubblica organizzata dinanzi allo stabilimento Fca di Pratola […]