Fagiolo di Volturara e aglio dell’Ufita: in Irpinia due nuovi presidi Slow Food

Fagiolo di Volturara e aglio dell’Ufita: in Irpinia due nuovi presidi Slow Food

31 agosto 2018

A Terra Madre, Salone del Gusto 2018, in programma a Torino dal 20 al 24 settembre, debuttano 22 nuovi presìdi italiani targati Slow Food.

Due le novità in Irpinia. Nell’elenco entrano infatti l’antico aglio dell’Ufita e il fagiolo quarantino di Volturara Irpina.

La valle del fiume Ufita, nell’Appennino avellinese, è una zona particolarmente vocata alla coltivazione di aglio fin da tempi immemori. Qui cresce il Presidio dell’antico aglio dell’Ufita che si caratterizza per l’alta concentrazione di allicina (il composto solforganico dell’aglio). Infatti l’aroma e il sapore di questa varietà sono molto intensi, così come la piccantezza, che facilita anche la conservazione dei bulbilli.

Nell’altopiano irpino, ai piedi del monte Terminio, si coltiva invece un fagiolo bianco, tenero e leggermente farinoso, detto anche quarantino per la durata del suo ciclo di maturazione. La coltivazione manuale e laboriosa di questa varietà ha impedito la sua produzione su vasta scala e, poco per volta, ha ridotto drasticamente il numero dei produttori. I fagioli si conservano aggiungendo pepe nero e spicchi d’aglio e sono ingrediente di numerose zuppe e minestre della tradizione di Volturara.

Sono otto le regioni che presentano quest’anno una nuova ricchezza da tutelare: Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Sicilia.