F. Sullo: Mancino, Rotondi e Bianco ricordano l’uomo e il politico

16 gennaio 2009

Della figura dello statista irpino Fiorentino Sullo si parlerà sabato 24 gennaio, alle ore 9,30, in un incontro promosso dalla Provincia di Avellino – Settore Cultura, presso la Sala Penta della Biblioteca Provinciale. Interverranno il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, il Ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, il commissario straordinario della provincia di Avellino, Vincenzo Madonna, l’onorevole Gerardo Bianco e il docente universitario dell’ateneo Federico II, Pierluigi Totaro. Sullo fu uno dei padri della Democrazia Cristiana. Contribuì all’affermazione del partito in anni assai difficili. La storia politica di Fiorentino Sullo è ancora oggi al centro di riflessioni tra studiosi e politici. Fu eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 per la Democrazia Cristiana. Da allora fu rieletto ininterrottamente per sei legislature, fino alle elezioni politiche del 1976 in cui decise di non ripresentarsi. Dopo una clamorosa rottura con il suo partito nel 1975, aderì al gruppo parlamentare del Psdi, con il quale si ricandidò nel 1979 rientrando così a Montecitorio. Nel corso di quella legislatura prese le distanze dal Psdi e quindi rientrò nel partito di provenienza. Ripresentatosi alle elezioni politiche del 1983 come candidato della Dc, fu rieletto alla Camera per la nona volta.

Una vita intensa politicamente parlando: il 25 marzo 1960 venne nominato Ministro dei Trasporti nel governo Tambroni, dimettendosi successivamente dal momento che il governo ottenne la fiducia solo grazie all’apporto determinante dei voti del Movimento Sociale Italiano. Guidò il Ministero del Lavoro nel terzo governo Fanfani (1960 – 1962) e il Lavori Pubblici nel quarto governo Fanfani (1962 – 1963) e nel I Governo Leone (1963). L’impegno che gli diede maggiore visibilità e gratificazioni fu quando assunse la titolarità del dicastero dei Lavori pubblici. Fu promotore di una proposta di riforma urbanistica molto avanzata che portò il suo nome. La legge venne sconfessata nel 1963 dalla Segreteria nazionale della Dc e fu travolta dalla crisi di Governo del giugno di quell’anno (caratterizzata dal piano Solo). Durante la gestione Sullo del Ministero dei Lavori pubblici venne approvata la legge n. 167 del 18 aprile 1962 sull’edilizia economico-popolare. Ma a Sullo non riuscì di condurre in porto la riforma urbanistica, in particolare per l’opposizione del suo stesso partito: contro di lui venne scatenata una campagna diffamatoria alimentata da elementi legati alla grossa proprietà fondiaria. Tornò al governo nel 1968, come ministro della Pubblica Istruzione nel terzo Governo Rumor, ed anche in questo caso si dimise dopo pochi mesi pur riuscendo ad adottare alcuni provvedimenti settoriali come il nuovo esame di maturità, la moltiplicazione delle sessioni di esame, la possibilità di adottare dei piani di studio individuali, il diritto di assemblea studentesca nelle scuole superiori), in parte ancora oggi in vigore. Fu inoltre ministro della Ricerca Scientifica nel primo Governo Andreotti (1972) e per l’attuazione delle Regioni nel secondo governo Andreotti (1972 – 1973).

Ha lasciato opere che restituirono all’Irpinia una dimensione adeguata sul piano dello sviluppo: il Consorzio Idrico Alto Calore è una sua creatura così come l’Autostrada A16, che volle fortemente questa volta riuscendo a spuntarla.