Expo, a Piazza Irpinia si parla di celiachia e intolleranze alimentari

Expo, a Piazza Irpinia si parla di celiachia e intolleranze alimentari

15 giugno 2015

Nel 1960 la celiachia era considerata in Italia una malattia rara che toccava una persona su 2000.

Oggi questa percentuale è cresciuta in modo esponenziale, arrivando a riguardare una persona su 80. Un numero importante al quale vanno aggiunti i milioni di soggetti che soffrono di diversi tipologie di intolleranze alimentari.

Un vero e proprio problema a livello mondiale che sta modificando lo stile di vita di un numero sempre crescenti di individui in tutto il pianeta.

Sarà proprio questo l’argomento che verrà trattato a Piazza Irpinia, martedì 16 giugno alle ore 17.30. Lo spazio espositivo promosso dalla Camera di Commercio di Avellino a Expo ospiterà un incontro ad altissimo livello al quale parteciperà, tra gli altri, Alessio Fasano, Direttore del Centro per la Ricerca sulla Celiachia del prestigiosissimo MIT of Boston, considerato uno dei massimi esperti mondiali sulla celiachia e le intolleranze alimentari. Sarà lui a fare il punto della situazione sullo stato dell’arte della ricerca internazionale, sempre più orientata a verso lo studio di rimedi che vadano oltre l’utilizzo da parte dei pazienti di una dieta priva di glutine, offrendo ai celiaci la possibilità di recuperare un’alimentazione del tutto normale.

Sulla sensibilità al glutine e le sue cause relazionerà, sempre dal MIT di Boston, Anna Sapone, gastroenterologa e ricercatrice, coinvolta in questo studio internazionale che “viaggia” tra Avellino e Boston da oltre 3 anni, con test su 120 pazienti di tutto il mondo i cui risultati verranno presentati tra circa 6 mesi e dei quali oggi si daranno delle anticipazioni.

Di grande interesse anche l’intervento di Giuseppe Mazzarella (CNR – Istituto Scienze dell’Alimentazione di Avellino) che tratterà di un tema specifico come quello dell’utilizzo dei grani ancestrali nell’alimentazione dei celiaci. A moderare l’incontro Gaetano Iaquinto, gastroenterologo della clinica Santa Rita di Avellino, fondamentale trait d’union in questa ricerca che vede impegnato un team internazionale.