Ex Isochimica-Lunedì nuove indagini con i ‘georadar’ per la bonifica

8 marzo 2006

Avellino – Summit a Palazzo di Città per il caso‘ex Isochimica’. E’ stato l’assessore all’Ambiente Antonio Spina, il promotore del tavolo tecnico con la ditta impegnata nelle procedure di bonifica dello stabilimento di Elio Graziano. “Era necessario – dichiara Spina – verificare lo stato dell’arte dei lavori per sbloccare la fase di stallo, inerente al completamento della messa in sicurezza”. Uno ‘stop’ causato da cavilli burocratici, ovvero da alcuni adempimenti che la Eurocomet deve ottemperare in base al rispetto della legge 494/96 (regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili). Adempimenti che saranno eseguiti entro la settimana garantendo, così, la ripresa della messa in sicurezza con molta probabilità già lunedì prossimo. “A conclusione della messa in sicurezza, saranno effettuate nuove indagini geologiche, attraverso i cosiddetti ‘georadar’”. Ma cosa sono i ‘georadar’? “Realizzano profili continui del sottosuolo senza scavi né carotaggi. L’indagine consiste in un impulso radio, a larga banda, che viene inviato nel terreno, che permette di ricostruire, con precisione, le caratteristiche del sottosuolo – spiega l’esponente della Giunta Galasso -. Gli impulsi riflessi sono registrati in forma digitale e sono elaborati per ottenere la maggiore quantità possibile di informazioni, della migliore qualità. I dati sono visualizzati su ‘radargrammi’ in tempo reale. Il tecnico valuterà facilmente la possibilità di raggiungere gli obiettivi preposti, ovvero il quantitativo di amianto presente nel sottosuolo”. L’ex Isochimica chiusa dal 1989 ricordiamo, è la fabbrica che da anni viene additata come il ‘luogo dei veleni’. Uno stabilimento che viene definito dall’assessore Spina la ‘bomba ecologica’ “…le Istituzioni e gli organi competenti hanno il dovere di porre fine a questo annoso caso ed è per questo che dobbiamo accelerare la procedura di bonifica”. Una volta terminato il risanamento quale sarà il futuro dell’area? “E’ presto per decidere. Sicuramente potrebbe essere destinata ad attività produttive”. (di Emiliana Bolino)