Ex Isochimica, in Prefettura nuove audizioni con la commissione d’inchiesta del Senato

Ex Isochimica, in Prefettura nuove audizioni con la commissione d’inchiesta del Senato

18 febbraio 2016

Lunedì 22 febbraio la Commissione d’inchiesta del Senato su morti bianche e infortuni sul lavoro, presieduta da Camilla Fabbri del Pd, sarà ad Avellino per un’audizione in Prefettura in cui verrà ascoltata una delegazione di operai dell’ex Isochimica.

La convocazione, che arriva all’indomani dell’ultimo decesso registrato tra gli ex lavoratori della fabbrica killer, prosegue il lavoro d’indagine della commissione dopo che, a novembre, furono ascoltati il Procuratore Rosario Cantelmo e la responsabile Inail Grazia Memmolo. I dati raccolti dalla testimonianza del Procuratore su morti e inquinamento, convinsero i senatori della commissione a procedere rapidamente ad una raccolta dei dati epidemiologici in collaborazione con l’Asl.

Nell’incontro di lunedì, verranno ascoltati gli ex operai Giulio Picillo e Nicola Abrate, che provvedevano alla scoibentazione dell’amianto dai vagoni delle Ferrovie dello Stato, e saranno accompagnati dall’avvocato Brigida Cesta.

«Sarà un momento di confronto molto importante – spiega l’avvocato Cesta – nel corso del quale produrremo tutta la documentazione in nostro possesso ed evidenzieremo le incongruità delle attività svolte dall’Inail. Tutti i ricorsi che abbiamo presentato contro i mancati riconoscimenti della malattia professionale, sono stati rigettati perché ci siamo imbattuti in consulenze molto spesso contradditorie. Perizie che già abbiamo portato all’attenzione della Procura a cui chiediamo un accertamento tecnico rispetto alle valutazioni espresse da un consulente tecnico d’ufficio del Tribunale del lavoro che, a nostro avviso, ingenera più di qualche perplessità. Sono molti i casi di lavoratori che, nonostante la malattia certificata anche da Università come quella di Siena, hanno ricevuto un riconoscimento del danno biologico pari al 5%, un punteggio non indennizzabile. E’ accaduto finanche a Vittorio Pellino, uno degli ultimi operai deceduti