Ex Irisbus, Spera (Ugl): “Attendiamo stato di avanzamento e garanzia occupazionale”

Ex Irisbus, Spera (Ugl): “Attendiamo stato di avanzamento e garanzia occupazionale”

27 febbraio 2018

Più volte rinviato, finalmente si è svolto oggi l’incontro per l’Ex Irisbus, Industria Italiana Autobus, presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del dott. Arcuri di Invitalia, il dott. Castano del Mise, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Avellino e Bologna.

Presente a Roma, con la delegazione Ugl, anche il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera che ha dichiarato: “Si attendeva, com’era apparso dagli organi di stampa, che Invitalia entrasse in cordata con l’attuale proprietà di Industria Italiana autobus. Il dott. Arcuri ha smentito categoricamente che Invitalia entri nella proprietà ma nello stesso tempo, ha fatto sapere che c’è un fondo per il sud controllato, che potrebbe intervenire per rendere solida la società”.

“Ci sarebbe bisogno di un nuovo investitore – ha continuato Spera – che affiancherebbe l’attuale società che permetterebbe al fondo di intervenire, l’azienda ha detto che è in contatto con un gruppo di imprenditori campani che sarebbero intenzionati ad affiancare l’attuale società. Anche Invitalia è in contatto con alcuni imprenditori che potrebbero essere interessati ad affiancare l’Industria Italiana Autobus”.

Il segretario ha spiegato anche che è stato confermato il piano industriale e le produzioni in Italia da parte dell’azienda: “Ora si attende lo stato di avanzamento e verifica che dovrà essere presentato entro il 31 marzo ad Invitalia dall’azienda che nel frattempo ha chiesto una proroga per il completamento degli investimenti fino a giugno 2019, vista la situazione per il protrarsi del tempo per gli investimenti andati ben oltre del previsto”.

“Da parte dell’Ugl – conclude Spera – è stata chiesta un’ulteriore proroga degli ammortizzatori sociali che termineranno il 31 dicembre 2018: in quella data tutti i circa 300 lavoratori dovrebbero rientrare in azienda a pieno regime. A questo si aggiunge il mancato inserimento da parte della Regione Campania di Valle Ufita come area di crisi complessa, il nostro auspicio e augurio è che la stessa Regione sciolga, e subito, anche questo nodo non da poco conto”.