Ex Irisbus, settimana verità. Prima tappa in Regione

Ex Irisbus, settimana verità. Prima tappa in Regione

2 luglio 2018

Marco Grasso – Riparte da Napoli il confronto sulla vertenza ex Irisbus. Stamane alle 12, lunedì 2 luglio, il sindacato sarà a Palazzo Santa Lucia per un confronto con l’assessore alle Attività Produttive Antonio Marchiello.

Non è confermata la presenza dei vertici di Industria Italiana Autobus. L’amministratore delegato Stefano Del Rosso ci sarà invece sicuramente il successivo 6 luglio al Ministero dello Sviluppo Economico, al vertice convocato dal ministro Luigi Di Maio.

Diverse le priorità che il sindacato conta di portare al tavolo regionale. A fine anno scadranno gli ammortizzatori sociali, e il timore è che, se come sembra neanche il 2017 sarà l’anno della svolta, i circa 300 lavoratori di Flumeri possano trovarsi senza alcuna copertura.

Al tavolo con Marchiello si discuterà anche di commesse e, quindi, di mercato. Industria Italiana Autobus ha portato a casa delle buone commesse, ma a preoccupare sono le prospettive. Fino ad oggi infatti lo stabilimento di Flumeri non ha beneficiato in alcun modo della ripresa del ciclo di produzione. E senza il completamento degli investimenti previsti rischia di restare tagliato fuori ancora a lungo.

Ma il confronto in Regione servirà anche compattare le forze (e le idee) in vista del vertice ministeriale, dove il sindacato irpino si ritroverà allo stesso tavolo con quello emiliano e i vertici dell’ex Bredamenarini.

A Roma sarà presente anche la Regione Emilia e, in quella sede, bisognerà definire, una volta per tutte, tempi e modalità di avvio del nuovo piano industriale che punta sul polo unico nazionale per la produzione di pullman.

Al complesso mosaico manca ancora un tassello, forse il più importante. IIA attende da tempo nuove risorse finanziarie che dovrebbero arrivare da un fondo pronto ad entrare nel capitale. L’operazione, nonostante le rassicurazioni ministeriali, non è mai stata perfezionata.

Sul punto Del Rosso è stato fin troppo chiaro: senza ulteriori risorse il progetto rischia di non decollare. A distanza di quasi sette anni dalla chiusura dello stabilimento ufitano occorrono impegni e garanzie precisi. Il 2018 dovrà essere l’anno della svolta.