Ex Irisbus senza futuro, la rabbia di Morsa e Curcio: “Siamo stati abbandonati”

Ex Irisbus senza futuro, la rabbia di Morsa e Curcio: “Siamo stati abbandonati”

1 maggio 2019

Marco Grasso – “Si sono alternati sei ministri, ci siamo confrontati con tutti, ma la vertenza ex Irisbus resta ancora in un vicolo cieco. Ad oggi, purtroppo, non si intravede ancora alcuna prospettiva seria e concreta di rilancio dello stabilimento irpino”. La vertenza ex Irisbus tiene banco anche il Primo Maggio. Silvia Curcio, Rsu dello stabilimento e storico riferimento dell’infinita vertenza, non nasconde la sua amarezza.

“Si parla di un possibile avvicendamento in seno al Governo, e non possiamo non esserne preoccupati, anche perché Di Maio sarebbe sostituito da un esponente della Lega che, ricordiamo, è stato l’unico partito a votare contro la mozione a favore dell’unione tra ex Bredamenarini ed ex Irisbus”, precisa Curcio.

Preoccupato anche il segretario della Fiom Cgil Giuseppe Morsa. “E’ difficile uscire da questo circolo vizioso, purtroppo viviamo in una società individualista, slegata e questo non può che riversarsi anche nel mondo del lavoro”.

“Il nostro auspicio è che, in una giornata dal grande significato sociale e non solo, chi governa questo Paese si occupi definitivamente del Sud e della nostra provincia, a partire dallo stabilimento Fca di Pratola Serra, ancora senza un futuro. Anzi, in queste ultime settimane, sembra si stia lavorando per svuotarlo, con i noti incentivi al trasferimento. E’ chiaro che in questo modo non si creano le premesse per un vero rilancio”.

La Festa del Lavoro è l’occasione per rilanciare la vertenza Irpinia. “Serve un’attenzione complessiva che al momento non c’è. Le questioni del lavoro – osserva Morsa – sembrano interessare sempre meno l’opinione pubblica, come il mondo della politica. Come Cgil fatichiamo non poco a trovare interlocutori istituzionali e non pronti a confrontarsi su un’emergenza sociale che ha messo in ginocchio centinaia e centinaia di persone”.