Ex Irisbus, fumata nera dal Mise. Il piano industriale di IIA resta un rebus

Ex Irisbus, fumata nera dal Mise. Il piano industriale di IIA resta un rebus

2 agosto 2018

Marco Grasso – Nessuna novità dal Mise. Anche dopo l’ennesimo confronto a Roma il futuro di Industria Italiana Autobus resta un rebus. Fumata nera dal Ministero dello Sviluppo Economico al termine di un confronto dal quale sarebbero dovuto emergere novità rilevanti sul piano industriale del polo nazionale degli autobus.

Nessun passo in avanti o quantomeno massimo riserbo, almeno secondo quanto riportato dal Vicecapo di Gabinetto Saria, sul fronte dei nuovi assetti societari. Invitalia e Finmeccanica dovrebbero far parte della seconda fase, mentre sembra tornata in discussione la posizione di Valerio Gruppioni e del gruppo Sira. Il suo ingresso nel capitale di IIA è solo un’ipotesi. Non ancora definito neanche il ruolo che avrà Stefano Del Rosso in futuro. Insomma gli equilibri tra le parti pubbliche e private coinvolte nell’operazione sembrano ancora tutti da definire.

“Procede purtroppo a rilento la ricerca di una soluzione per Industria italiana Autobus e la situazione pare prendere una piega più confusa e rischiosa di quanto era lecito aspettarsi dopo le dichiarazioni rese dal Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio durante l’ultimo incontro”, precisa Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, al termine dell’incontro tenutosi al Ministero dello Sviluppo economico.

“Temiamo innanzitutto – argomenta Ficco – che si possa ridimensionare quel ruolo di guida del futuro azionista pubblico che era stato giustamente prefigurato come una possibile soluzione da parte dello stesso Governo. Inoltre il fatto che si susseguono notizie e indiscrezioni sui mezzi di stampa, che poi non trovano oggettivo riscontro nei luoghi di confronto istituzionale, è il sintomo di una deriva tanto più pericolosa, quanto più il trascorrere del tempo gioca a nostro sfavore”.

“A dispetto delle commesse acquisite, vediamo il rischio di un definitivo deterioramento della situazione aziendale e vediamo avvicinarsi il termine di utilizzo massimo degli ammortizzatori sociali sancito dal famigerato Jobs Act con il d.lgs. 148 del 2015. Anche su questo ultimo problema, di fondamentale importanza per moltissime imprese e molte migliaia di lavoratori, attendiamo quelle risposte che il Governo ci ha ripetutamente prospettato”.

A fine anno scadrà infatti la cassa integrazione e il sindacato chiede una proroga degli ammortizzatori sociali.