Ex Irisbus, è scontro tra proprietà e sindacato: parti sociali diserteranno vertice con Del Rosso a Flumeri

Ex Irisbus, è scontro tra proprietà e sindacato: parti sociali diserteranno vertice con Del Rosso a Flumeri

13 settembre 2016

Industria Italiana Autobus ed ex Irisbus, è scontro tra la proprietà e il sindacato.

Dopo il rinvio dell’incontro previsto oggi al Ministero per lo Sviluppo Economico a Roma (leggi qui), continua la battaglia a colpi di missive e post su Facebook da parte dei referenti della Cgil.

Anche Michele De Palma, numero uno della Fiom nazionale, interviene nel dibattito scrivendo: “Il ministero dello sviluppo economico ha rimandato l’incontro di domani (oggi, ndr) sulla rioccupazione e reindustrializzazione su richiesta dell’azienda per ragioni indecifrabili e assurde. È uno scandalo. La Fiom conferma che l’unico tavolo a cui parteciperà è quello da cui l’azienda vuol scappare perché ci deve dire dove produce gli autobus: in Italia o all’estero? I giochi sono finiti i lavoratori devono tornare tutti al lavoro”.

Intanto, Industria Italiana Autobus – attraverso il suo presidente Stefano Del Rosso – ha convocato i sindacati, la Regione Campania ed Emilia Romagna, Comune di Flumeri e Confindustria Avellino per il giorno 19 settembre alle ore 11 presso lo stabilimento di Valle Ufita con all’ordine del giorno: “Aggiornamento sullo stato di avanzamento del contratto di sviluppo – Cantierizzazione dello stabilimento di Flumeri”.

I vertici dei sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uil UilM, Ugl Metalmeccanici e Failms della provincia di Avellino hanno già fatto sapere che non prenderanno parte all’appuntamento.

Sergio Scarpa

Sergio Scarpa

Così Sergio Scarpa, leader della Fiom irpina: “Avellino ha conquistato il diritto di discutere della vertenza ex Irisbus a Roma – ha detto a Irpinianews – Solo in quella sede, ovvero al Mise, si dovrà riferire, davanti al Governo, sul come, dove e quando ci sarà la ripresa dei lavori a Flumeri. Quello che è emerso nelle ultime ore (ovvero la richiesta di rinvio del tavolo al Mise da parte di Del Rosso, ndr) è una vera e propria presa in giro. Anche il Governo deve assumersi le proprie responsabilità anche perché è assurdo che il Ministero avalli la richiesta di rinvio di Del Rosso solo perché la parte sindacale di Bologna avrebbe denunciato che i bus verranno costruiti in Turchia, cosa peraltro già resa nota anche dai sindacati di categoria della provincia di Avellino. Non è possibile giustificare un rinvio del tavolo per un capriccio del signor Del Rosso. E poi, che senso ha convocare un vertice locale il 19 in Irpinia e il giorno successivo il tavolo al Mise a Roma?”.

Bruno Papignani

Bruno Papignani

Intanto, sempre a mezzo Facebook, Bruno Papignani, leader della Fiom emiliana, ha ripreso lo scontro a distanza con la proprietà di IIA spiegando su Facebook: “… mentre per Industria Italiana Autobus che per nascere e per continuare ha avuto bisogno di tanti contributi pubblici, non capisco perché, anche nel liberismo più sfrenato, con le regole di concorrenza e di libero mercato più spinte, si lascino a casa i lavoratori costringendoli a sacrifici immani e tanti pensieri dannosi e contemporaneamente gli autobus pubblici che gireranno nelle nostre città verranno fatti altrove. Chiedo che tutti gli autobus per il trasporto pubblico, urbano ed interurbano siano interamente progettati e costruiti a Bologna e ad Avellino. Non parlo di norme, capitolati e supercazzole varie, parlo di scelte e volontà politiche. Chiedo troppo? Mi si dica chiaramente! Ma c’è estremamente bisogno di una risposta a questa domanda. Invece si inventano scuse per rinviare il confronto (rinvio già annunciato da IIA con altre motivazioni nei giorni scorsi, poi fallito). Dunque tutto il pandemonio nasce per la difficoltà di dare una risposta a questa domanda. Non sono d’accordo e non mi adeguo. E non saranno certo palesi strumentalizzazioni e attacchi e denigrazioni personali a farmi desistere. Basta confronti locali inutili se non limitati a dare corso alle decisioni valide per tutta IIA. Bisogna che dopo due anni di chiacchiere Avellino e Bologna abbiano il lavoro sufficiente a non lasciare nessuno a casa. Si tratta di volontà politica, non di calamità o sfiga”.