Ex Irisbus, è il 10 settembre il giorno della verità: Cda di IIA sulla ricapitalizzazione

Ex Irisbus, è il 10 settembre il giorno della verità: Cda di IIA sulla ricapitalizzazione

4 settembre 2018

Marco Grasso – E’ il 10 settembre il giorno della verità per Industria Italiana Autobus. Il consiglio d’amministrazione della società dovrebbe finalmente fare chiarezza su termini e modalità della capitalizzazione.

Un passaggio fondamentale per capire se ci sono, e soprattutto se ci saranno, reali prospettive per l’azienda e, quindi, per il polo nazionale autobus nato sull’asse Flumeri-Bologna.

Molto probabilmente il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha deciso di temporeggiare sulla convocazione di un nuovo incontro al Mise proprio in attesa di conoscere ed avere finalmente contezza delle intenzioni di Stefano Del Rosso e di tutti i soci di IIA.

Il futuro di IIA è legato a filo doppio, come ribadito dal ministero, all’ingresso di un nuovo socio privato, disponibile a trasferire capitali freschi nell’azienda. In un primo momento si era parlato insistentemente del gruppo Gruppioni, ma la pista si è progressivamente raffreddata.

Non dovrebbe essere in discussione il partner pubblico, con Invitalia e Finmeccanica che sono del resto già della partita.

A Bologna la Rsu ha incontrato l’amministratore delegato Stefano Rampini per chiarire diverse situazioni rimaste in sospeso, tra cui la consegna dei veicoli già pronti, la mancanza dei materiali e la situazione fornitori e, non da ultimo, il nodo degli stipendi. Dopo il taglio di luglio in busta paga di circa il 30 per cento, si teme infatti anche per agosto.

E’ paradossale che, in quasi quattro anni, il 70 per cento dei mezzi produtti dal polo privato italiano dei trasporti, voluto dall’allora Governo in carica, sia stato consegnato in Turchia presso lo stabilimento di Karsan.

“Non è possibile che Karsan – scrive sul suo profilo Facebook la Rsu Silvia Curcio – per costruire i veicoli acquisiti da IIA in gare svoltesi dalle municipalizzate Italiane, abbia assunto in quest’ultimo triennio circa 200 maestranze, mentre i circa 500 lavoratori italiani degli stabilimenti di Bologna e Flumeri venivano posti in cig per ristrutturazione, quindi a carico della collettività. Ristrutturazione che tra l’altro mai avvenuta”.

Giovedì 6 settembre, intanto,i lavoratori degli stabilimenti di Flumeri e Bologna saranno in sit-in sotto la sede del Mise a Roma per una giornata di mobilitazione e lotta contro il rischio fallimento ed a sostegno del reimpiego dei lavoratori.