Ex Irisbus, c’è anche la cassa integrazione. Il sindacato chiede tempi brevi

Ex Irisbus, c’è anche la cassa integrazione. Il sindacato chiede tempi brevi

27 febbraio 2019

La buona notizia che arriva da Roma è la cassa integrazione di dodici mesi per i 268 lavoratori di Flumeri. Mentre per Bologna l’azienda ha annunciato la volontà di aprire la discussione per la cassa integrazione ordinaria.

“Bene la presentazione del piano industriale, ma occorre intervenire in tempi brevi, da troppo tempo centinaia di famiglie e tutto il territorio, in particolare irpino, hanno assistito inermi a una desertificazione industriale e sociale in attesa di risposte concrete”.

Così il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, presente all’incontro al Mise per la presentazione del nuovo piano Industriale 2019/2021 insieme al segretario provinciale Ugl Metalmeccanici di Avellino, Ettore Iacovacci, e al coordinatore provinciale, Michele Abruzzese, e presieduto dal vice capo gabinetto del ministero, Giorgio Sorial.

Per il segretario della Uilm Gaetano Altieri “diventa indispensabile per lo stabilimento di Flumeri far partire sia gli investimenti sulla struttura con la  riparazione del tetto, sia sull’ammodernamento degli impianti attraverso due nuove linee  di produzione di cui una dedicata ai veicoli a trazione elettrica. L’obiettivo è arrivare alla piena saturazione occupazionale dello stabilimento di Avellino”.

“Pur condividendo le intenzioni espresse, che vanno nella direzione auspicata, rimangono le perplessità, alla luce dei tanti impegni assunti dalla precedente proprietà e puntualmente disattesi, sulla realizzazione effettiva del piano. Pur dando fiducia alla nuova proprietà – conclude – vanno verificati periodicamente gli impegni assunti per realizzare finalmente quel grande polo per la produzione di autobus in Italia”.

Profilo prudente per la Cgil. “Il Governo sta procedendo nella direzione del polo pubblico attraverso un percorso di ricapitalizzazione dell’azienda che ancora non si è concluso. Il punto centrale per noi è che la maggioranza del capitale è costituito da Invitalia e Leonardo. Occorre ristabilire un’interlocuzione stabile con l’azienda, sia a livello di stabilimento, sia a livello di rapporti formali tra l’azienda e le organizzazioni sindacali”.

Nella nota congiunta di Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom-Cgil, Massimiliano Guglielmi, segretario generale Fiom Campania, Sandra Ognibene, segretaria Fiom Bologna, Giuseppe Morsa, segretario generale Fiom Avellino e Franco Fiordellisi, Segretario Generale Cgil Avellino si rimarca come “la Fiom ha chiesto di investire per la partecipazione a nuove gare per garantire i volumi per il futuro”.

La Fiom ha chiesto inoltre “di investire nella progettazione per l’innovazione della produzione di autobus elettrici che non sono mai partiti. Serve un vero piano industriale con un cronoprogramma delle attività per far finalmente ripartire a pieno regime gli stabilimenti di Bologna e di Flumeri e per far tornare le persone al lavoro”.