Ex Eca, il comunicato di Di Popolo, Benigni e Rescigno

6 febbraio 2013

Il Dott. Angelo Di Popolo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, il Dott. Michele Rescigno, Presidente Vicario del Tribunale di Avellino, l’Avv. Fabio Benigni, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, con riferimento alla notizia riportata dai quotidiani locali e pubblicizzata dalle locali emittenti televisive, riguardante l’eventuale destinazione nei locali denominati “EX ECA” ad uffici giudiziari a seguito dell’accorpamento del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi a quello di Avellino, evidenziano • la proposta di assegnare al Tribunale di Avellino, per le esigenze dettata dal decreto legislativo in materia di soppressione ed accorpamento, i locali denominati “EX ECA” è stata avanzata dagli uffici del Comune di Avellino;
• i detti uffici (dell’Ente pubblico) hanno trasmesso alla segreteria della Presidenza del Tribunale la piantina dei locali in questione e hanno addirittura organizzato un sopralluogo diretto a visionare la struttura, al quale hanno partecipato gli scriventi delegati dalla Commissione di Manutenzione ed i tecnici del Comune;
• gli scriventi successivamente hanno appreso delle doglianze avanzate dalla Misericordia di Avellino e da altri soggetti che attualmente occupano la suddetta struttura, pertanto – rappresentano che sono pienamente consapevoli dell’attività di primaria importanza svolta dalla Misericordia di Avellino e dagli altri soggetti che occupano la struttura in questione;
– che hanno partecipato al suddetto sopralluogo con la convinzione che la proposta fosse stata preventivamente concordata dall’Amministrazione comunale di Avellino con i soggetti interessati (Misericordia e altri) e che a quest’ultimi fosse stata offerta una soluzione alternativa e compatibile con l’attività svolta da ognuno;. Sulla base di quanto rappresentato, auspicano che il Comune di Avellino, come più volte sollecitato, possa, effettuando i necessari accertamenti, individuare urgentemente e concretamente una sede adeguata che sia in grado di contemperare le primarie esigenze della Giustizia locale con quelle dei diversi operatori del settore sociale, evitando di avanzare ipotesi prive di fattibilità che determinano inutili aspettative e superflue sottrazioni di tempo alle funzioni istituzionali ai quali i soggetti coinvolti sono preposti.