Ex Almec, non c’è accordo. Gruppioni attacca la Fiom

Ex Almec, non c’è accordo. Gruppioni attacca la Fiom

16 aprile 2018

Ex Almec, è scontro tra azienda e Fiom. Nel corso dell’incontro in Confindustria, la direzione aziendale ha manifestato ampia disponibilità al confronto, ribadendo la volontà di salvaguardare “il giusto equilibrio tra l’esigenza di immettere giovani per garantire il futuro dell’azienda in una prospettiva di medio termine, e  quella di continuare ad assorbire i lavoratori ex Almec che non hanno ancora trovato una collocazione”.

Dopo una lunga discussione  non è stato possibile raggiungere un accordo per la posizione intransigente della Fiom Cgil che ha preteso l’immediato inserimento di 27 lavoratori ex Almec, quelli che hanno partecipato alle proteste, a prescindere dalle professionalità richieste, e dalle parimenti condizioni di disagio di altri lavoratori ex Almec .

Questa posizione è stata ritenuta assolutamente inaccettabile dall’Azienda  perché fortemente discriminatoria nei confronti dei restanti ex 113 lavoratori ex Almec, e perché ostile rispetto all’assunzione di giovani, considerata strategica per il prosieguo dell’attività aziendale.

Inoltre la Direzione Aziendale ha confermato che le possibilità di nuova occupazione sono legate ad un programma di investimenti che vede la partecipazione di Sirpress ad un contratto di sviluppo, in corso di istruttoria, denominato “Automotive Future”. Pertanto nella prospettiva dei nuovi investimenti ed in un contesto di gradualità, l’azienda continuerà a prestare la massima attenzione ai lavoratori ex Almec, rimasti privi di ammortizzatori sociali, ritenuto un impegno morale indipendentemente dalle richieste del sindacato, pur non essendovi vincoli od obblighi in tal senso.

L’azienda, nostro tramite, intende precisare che in ogni caso resta disponibile al dialogo, a condizione che vengano superate le pregiudiziali poste dalla Fiom nell’incontro odierno e che rientrino le forme di protesta scomposte ed intimidatorie nonché le dichiarazioni lesive della reputazione e della dignità dell’azienda e dei suoi rappresentanti.


Commenti

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