“Esserci per crederci”: celebrati i 65 anni degli scout Avellino 1

14 marzo 2010

Avellino – Palloncini rossi e verdi (i colori del gruppo) e blu Agesci, legati allo striscione con lo slogan “Esserci per crederci” sono volati in cielo dal Corso Vittorio Emanuele: in questa maniera suggestiva si è conclusa la settimana di festeggiamenti per i 65 anni dalla nascita del gruppo scout Avellino 1. Dopo la festa in parrocchia, che ha radunato circa 200 scout di tutta la provincia, e dopo il convegno “Scautismo: una sfida educativa” che si è svolto sabato presso il salone della Misericordia in via Tagliamento, la manifestazione conclusiva lungo il Corso, durante la quale gli scout del gruppo hanno dato dimostrazione di cosa realizzano durante le proprie attività. Fiori di carta (sempre rigorosamente rossi e verdi) fatti sul momento dai più piccoli, tavoli e una torretta di legno con legature di cordino realizzata da guide ed esploratori, una tenda montata sul posto, il tutto accompagnato dagli immancabili canti con chitarre e danze in cerchio: così si è svolta la mattinata di domenica per gli scout dell’Avellino 1, davanti agli occhi incuriositi di tutti i passanti che passeggiavano lungo il Corso. Grande partecipazione anche per l’incontro di sabato, presenziato da Padre Roberto Luongo, assistente ecclesiastico del gruppo, Carmela Sgrosso e Umberto Spella, responsabili della zona Hirpinia, Mons. Francesco Marino, Vescovo di Avellino, Stefano Pescatore, responsabile regionale Agesci Campania, Onofrio Scarpato, didatta della società italiana di psicoterapia integrata, don Tonino Palmese, referente di Libera Campania e salesiano di Don Bosco. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Diana Cataldo. Dopo i saluti iniziali di Padre Roberto e del presidente della Provincia Cosimo Sibilia, il Vescovo Marino ha elogiato l’attività dell’Agesci in termini di vita associativa nella comunità diocesana, ricordando, dalle parole di Papa Benedetto XVI, come sia in atto un’ “emergenza educativa che ci pone dinanzi al serio problema dell’educazione, che in questi ultimi anni è diventato un compito sempre più difficile per gli adulti che appaiono disorientati e incapaci di trasmettere i valori della formazione”. Lo psicoterapeuta Onofrio Scarpato ha proposto una serie di slides sul ruolo importante dell’educatore, soffermandosi sugli aspetti antropologici della pedagogia. Molto forte l’intervento di don Tonino Palmese, che ha evidenziato l’importanza della sfida educativa oggi che deve trasformarsi in una sorta di scommessa sui giovani. “Il fine ultimo da perseguire è quello di educare alla domanda allo scopo di rendere le persone quello che sono e di avvicinarle a Dio. Bisogna imparare ad educare alla normalità, l’unico antidoto contro il malessere giovanile di oggi, ricordando tre punti fondamentali per orientarsi in un mondo pieno di incertezze: il valore del lavoro, la commutazione del male in bene e il potere dell’amore. I ragazzi di oggi nel loro terribile presente mostrano tutta la loro povertà accontentandosi dell’effimero apparire, quello che è il modello di vita offerto anche dalla camorra, con l’obiettivo di trasformare i giovani in uomini desiderosi di denaro e potere”. Più tecnico l’intervento di Stefano Pescatore, che ha riassunto i quattro punti focali del metodo di Baden Powell incentrati su educazione del carattere, salute e forza fisica, servizio al prossimo, abilità manuale. A concludere con i ringraziamenti a tutti coloro che sono intervenuti è stato l’attuale capogruppo maschile dell’Avellino 1, Riccardo Iannaccone, che dei 65 appena compiuti dal gruppo ne ha trascorsi 21 all’interno dell’Avellino 1. Ancora una volta, quindi, auguri a tutti gli scout dell’Avellino 1.