Escalation morbillo, +300% nei paesi ricchi. L’allarme dell’Unicef: “110mila casi nei primi mesi 2019”

Escalation morbillo, +300% nei paesi ricchi. L’allarme dell’Unicef: “110mila casi nei primi mesi 2019”

26 aprile 2019

Nei primi tre mesi del 2019, sono stati riportati più di 110mila casi di morbillo nel mondo, il 300% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo riferisce l’Unicef fornendo nuovi dati in occasione della Settimana mondiale delle Vaccinazioni.

Nel 2017 circa 110mila persone sono morte, per lo più bambini, a causa della malattia, con un aumento del 22% rispetto al 2016. In media, aggiunge l’agenzia Onu per l’infanzia, tra il 2010 e il 2017, oltre 21 milioni di bambini all’anno non hanno ricevuto la prima dose del vaccino.

In questo contesto, non brillano nemmeno i Paesi ricchi: gli Stati Uniti sono in cima alla classifica dei Paesi ad alto reddito con il maggior numero di bimbi che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo. E secondo una stima, è stato raggiunto il numero record di casi di morbillo negli Stati Uniti da quando la malattia fu dichiarata eliminata nel 2000.

L’Italia è al quinto posto con 435.000 bambini non vaccinati. “Il morbillo è ancora troppo contagioso”, evidenzia Henrietta Fore, Direttore generale dell’Unicef. “È importante non solo ampliare la copertura ma anche mantenere i tassi di vaccinazione alle dosi più adatte per creare un ombrello di immunità per tutti”.

Nella settimana delle vaccinazioni che si celebra in tutto il mondo e si concluderà il 30 aprile, l’Oms Europa sottolinea quanto “nonostante i progressi nelle coperture, tanto ci sia ancora da fare”. In Italia, osserva l’Istituto, dal 2013 al 2016 è stata registrata una diminuzione delle coperture vaccinali per diverse malattie prevenibili, che ha portato alla legge sull’obbligo. “L’Italia – dichiarano gli esperti dell’Iss – rimane uno dei 10 Paesi dove il morbillo è ancora endemico. Per interrompere la trasmissione endemica del morbillo nel nostro Paese, oltre ad aumentare le coperture vaccinali tra i bambini piccoli è necessario mettere in atto strategie e attività supplementari di vaccinazioni indirizzate alle fasce di età suscettibili”.