Era latitante in Irpinia, arrestato 35enne esponente dei Casalesi

6 febbraio 2013

Avellino – I militari delle Fiamme Gialle di Avellino, agli ordini del Tenente Raffaele Del Vecchio, hanno arrestato un pericoloso latitante 35enne, pluripregiudicato per gravi reati, legato al sodalizio criminale dei Casalesi e in particolare alla ‘cosca di Villa Literno’ di cui rappresentava uno dei colletti bianchi, attivo con forti investimenti nel territorio del milanese.

L’uomo da alcune settimane si nascondeva in Irpinia. Secondo le fonti degli inquirenti, si trovava in una zona a cavallo tra i Comuni di Mercogliano e Monteforte Irpino. Nel corso delle attività investigative, i militari notavano nelle vicinanze del casello di Avellino Ovest, un‘autovettura di grossa cilindrata, con a bordo tre persone sospette. La circostanza destava subito l’attenzione dei militari, i quali si mettevano sulle tracce dell’autovettura, e la fermavano nei pressi di un’abitazione.

Dopo i preliminari accertamenti di rito, uno dei soggetti occupanti la vettura, un 35enne di Napoli, risultava essere sfuggito alla cattura in occasione dell’esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa, tra gli altri, nei suoi confronti, dal Tribunale di Milano, in data 17 dicembre 2012.

Il latitante, come detto, ricercato dalla magistratura milanese, aveva tentato, tra l’altro, un investimento da 1 miliardo di euro per la costruzione di una centrale per la produzione di gas negli Emirati Arabi Uniti.
In compagnia dello stesso sono stati trovati anche un avvocato ed un altro pluripregiudicato del Casertano, anch’egli appartenente alla “cosca dei Casalesi”. I militari delle Fiamme Gialle, quindi, traevano subito in arresto il soggetto che veniva associato alla casa circondariale di Bellizzi Irpino. Nel corso dell’operazione veniva sequestrato un ingente quantitativo di denaro in contanti, assegni ed effetti cambiari, nonché 4 telefoni cellulari e 6 schede sim, alcune delle quali di operatori di fonia internazionale, utilizzati dallo stesso così da poter eludere più facilmente i controlli sulle conversazioni telefoniche.