Enzo Mazzeo, il fotografo paesologo che ruba l’anima di un popolo

Enzo Mazzeo, il fotografo paesologo che ruba l’anima di un popolo

20 maggio 2017

«Nei miei giri per i paesi ormai parlo quasi solamente con gli anziani. Parlo con loro perché in genere non si fanno problemi a parlare con gli sconosciuti. Sento che per loro parlare con qualcuno è sempre un po’ un piacere. Per me andare nei paesi è come andare a pesca in un lago che sta per prosciugarsi. Ed è un piacere quando mi porto a casa qualche faccia, le facce dei nostri anziani». Così lo scrittore Franco Arminio introduce l’elegante volume “Respiri di Terra, viaggio nell’anima della Baronia attraverso le immagini” pubblicato da Delta 3 Edizioni e presentato ieri a Grottaminarda, presso il laboratorio artigianale “Dolciterre”, un esempio delle enormi potenzialità artigianali della nostra Irpinia.

Nel book fotografico di Enzo Mazzeo le parole di Arminio si materializzano e quei volti, luoghi e momenti raccontati dallo scrittore di Bisaccia prendono vita grazie alla voce di Domenico Carrara per raccontarci la loro storia, la storia della loro terra. Ed ecco che le sue istantanee diventano “respiri di terra”. Ogni persona, ogni mondo, ogni fotografia diventa respiro. «Poesia –come suggerisce il giovane poeta ufitano- che sa essere sguardo e non presenza. Fotografia che ha una lettura personale della vita ma lascia che si racconti da sola». Mazzeo ruba l’anima di un popolo e mette la sua arte al servizio della gente vera. Ed è bello immaginare che dietro ognuna di queste fotografie ci sia una storia, un’anima e una vita.

E se uno scrittore è tale per ciò che scrive e legge, un fotografo deve impressionare per la quantità di realtà che riesce a raccontare, per la quantità di fantasia e immaginazione che riesce a imprimere nei suoi scatti. Con una narrazione in bianco e nero un fotografo può raccontare se stesso e il mondo che lo circonda. Possiamo pensare che tutto quello che lui racconta sia riferito alla sua esperienza esistenziale, alla sua vita, alle sue parentele. Raccontare per immagini è un esperimento, un gioco continuo tra realtà e immaginazione. Ed è quello che fa Mazzeo con il suo book fotografico dedicato alla sua terra, la Baronia, e ai volti dei suoi anziani. «Baronia, terra intesa come radici. Fotografia come specchio dell’anima. Cultura come legame col territorio», sottolinea l’editore Silvio Sallicandro da anni impegnato nell’opera di trasferire su carta il grande patrimonio culturale, umano e storico dell’Irpinia che gli scrittori e i fotografi insieme hanno il compito di custodire e divulgare.Patrimonio di esperienze che si trasferiscono nei librie che ci aprono le porte di un mondo che lotta per non scomparire; un mondo che è mantenuto in vita dalla bellezza dei volti dei vecchi; una bellezza che unisce cielo e terra e che si fa focolare e grembo di tutti.

Un’esperienza vissuta e testimoniata anche dal vicesindaco di Trevico, Gerardo Rauseo, che definisce la fotografia di Mazzeo  e letteraturadi Arminio come forme speculari di un medesimo racconto in quanto  “la scrittura immaginifica di Franco Arminio così come la potente fotografia di Mazzeo ci descrivono attraverso i volti il sentire del luogo. Nelle rughe della gente e delle persone anziane impresse nelle pagine si rende manifesta la nostra identità”.

Poesia e fotografia che ci fanno immergere in una dimensione patriarcale che ha nell’affettività familiare e nel legame comunitario i capisaldi da non disperdere e difendere con amore. «Valori che –aggiunge il professore Mauro Orlando– sono testimoni di una bellezza che va non solo fotografata e poetizzata ma vissuta sulla propria pelle per potersi davvero sentire ed essere elementi attivi di quello che si definisce come paesologia: un piacere che si fa racconto e che riparte dai paesi abbandonati e da chi ha deciso di rimanerci per mantenerli in vita;una forma di eroismo intellettuale che parla di rapporti autentici che nei volti e nelle mani degli anziani raccoglie la storia della loro fatica”.

E non a caso proprio nel cuore della antica Baronia, a Trevico, lo scrittore Franco Arminio e il fotografo Enzo Mazzeo hanno, circa tre anni fa, deciso di insediare un importante esperimento politico e sociologico come la Casa della Paesologia, una realtà dove ha messo radici una nuova idea di comunità e dove in varie forme si prova a fare cultura. Un’esperienza fotografata da Mazzeo come «l’altra faccia del sud, quella buona, che si percepisce con il cuore. Una comunità dove si divide quello che si porta e si somma quello che si sogna».