Enzo Costanza: “Che bello è vedere l’Avellino in Serie B”

8 novembre 2013

Da “Il Biancoverde” n. 11 dell’1/11/2013

Architetto di professione, poliedrico show man per passione. Enzo Costanza è l’autore del tormentone del “Partenio – Lombardi” dello scorso anno “Che bello è tifare Avellino…”. L’inno che ha accompagnato i gol dei biancoverdi nel corso del Campionato Lega Pro di Prima Divisione. Il ritornello canticchiato anche dai più piccoli nella festa promozione in B per le strade della città: “Entrare allo stadio e sentire la tua canzone è un’emozione veramente grande. Non sono un cantante ma ne ho improvvisato il testo ispirandomi completamente alla città e alla mia amata squadra di calcio. Devo dire – dichiara Costanza – che è stato un bel portafortuna, proprio per questo sto lavorando ad un’altra canzone. Per la Serie B questa volta”.
Attore, imitatore, cabarettista ma anche grande tifoso dell’Avellino. Un ammiratore del lupo che, come tanti, sogna traguardi ambiziosi per la sua squadra del cuore: “Se pensiamo a dove eravamo quattro anni fa, la realtà che viviamo oggi mi sembra meravigliosa. Giocavamo sui campi polverosi di Sambiase, di Rossano Calabro. Oggi siamo in Serie B ed occupiamo i vertici della classifica. Un sogno divenuto realtà grazie all’impegno, alla programmazione e alla serietà della dirigenza biancoverde. Voglio rimanere nella parte sinistra della graduatoria di B e vincere con il Frosinone, il 4 dicembre prossimo in Coppa Italia per poi giocare a Torino con la ‘Vecchia Signora’ – sussurra imitando il presidente dell’A.S. Avellino Walter Taccone che per un attimo credevo di sentire al telefono -.
Scherzi a parte – prosegue – plausi e meriti anche al Direttore Sportivo Enzo De Vito che, con pochi soldi, ha messo su una squadra che lo scorso anno ha vinto il campionato di Prima Divisione Lega Pro e che in quello in corso sta dicendo la sua creando non poche insidie alle concorrenti e a mister Rastelli che conosce alla perfezione la piazza, avendo indossato, in passato, la casacca dell’Avellino. Il tecnico biancoverde è riuscito ad intessere un ottimo rapporto con i calciatori, è di buon polso e sa ben dosare il ‘bastone e la carota’, come si suol dire”. Sui punti di forza della squadra: “Io credo che l’Avellino abbia due grandi componenti a favore. Il primo è la sodilità del gruppo e mi riferisco anche allo spogliatoio, dove elementi come Millesi, Biancolino e D’Angelo trasmettono la giusta grinta ai compagni per affrontare la gara del momento. Il secondo è l’encomiabile pubblico irpino. Tra le mura di casa o in trasferta, i tifosi dell’Avellino sono ‘onnipresenti’ e stanno facendo parlare l’Italia intera. Persino il presidente del Siena Mezzaroma ha fatto i complimenti alla nostra tifoseria che, nonostante l’immeritato 3 a 0, continuava a sostenere e ad incitare la squadra.
L’Avellino deve necessariamente continuare su questo trend e rimanere nella parte sinistra della classifica, magari rinforzandosi, nel mercato di gennaio, con giusto uno o due innesti. La nostra priorità – precisa Enzo Costanza – è la salvezza. Se poi dovessimo, a fine torneo, rientrare nella zona play off, tanto di guadagnato!”.
Calcio, architettura e spettacolo. Enzo Costanza diventa Saviano nella commedia “Gomorroide”. Grande successo di pubblico e critica per lo spettacolo dei Ditelo Voi (in queste settimane protagonisti su Rai Due in Made in Sud) in scena prima al Teatro Totò nella scorsa stagione e poi in tournee quest’estate. Grande attesa per le repliche il 22, 23 e 24 novembre al Teatro “Augusteo” di Napoli. E’ un esilarante e coinvolgente spettacolo che ironizza sulla malavita mettendo in luce il suo lato più recondito e inesplorato con una comicità che scaturisce da gag, scambi di persona, caricature, esasperazioni e quant’altro serva per far ridere e al contempo riflettere: “Sono felicissimo per questa nuova esperienza teatrale. Interpretare Roberto Saviano ha richiesto molto studio e prima dello spettacolo sono sottoposto ad un’ora di trucco. Poi impersonifico anche altri personaggi e ad un certo punto mi trasformo nel Papa emerito Benedetto; ma non anticipo nulla di piu’, bisogna solo venire al teatro Toto’ a vederci” – conclude Enzo -.