Enzo Alaia: “Rispetto e visibilità nelle Istituzioni Governative”

17 marzo 2011

In una giornata simbolo per tutti gli Italiani è veramente indecoroso il ‘teatrino’ che la Lega ha messo in scena: irridere i valori , la Tradizione e la Memoria Storica della Patria nell’anniversario dei suoi 150 anni, non è accettabile. Non possiamo assistere senza far sentire la nostra voce: la voce di un Sud che è vivo e che quotidianamente contribuisce alla crescita e allo sviluppo di un Grande Paese, che si chiama Italia. A porre l’accento su una mai risolta ‘questione meridionale’ è oggi Vincenzo Alaia, presidente del Consiglio Provinciale di Avellino : “ Tocca a noi Amministratori locali fare sì che l’Irpinia abbia –quotidianamente- il rispetto e la visibilità che merita dalle Istituzioni governative : la visita della seconda carica dello Stato ad Avellino è stata senza dubbio un atto di riconoscimento al lavoro svolto dalle Autorità locali. Ma questo impegno, in una giornata così significativa – che ci fa riflettere sulla necessità di ritrovarsi intorno a valori e simboli condivisi – si deve tradurre ora nella necessità di rivendicare fortemente il diritto a una Politica nazionale improntata al principio della solidarietà economica e sociale, sancito dalla nostra Carta Costituzionale: nessun tentativo di effrazione o di esasperazione dei conflitti tra il nord e il sud dell’Italia deve essere avallato. Perché si corre il rischio di frantumare l’Idea di una identità nazionale che ‘contenga’ in sé le diversità regionali in maniera composita. Irridere la bandiera significa andare a scardinare il senso dello Stato, a destabilizzare l’opinione pubblica. Uomini delle Istituzioni che ‘sfilacciano’ l’unitarietà nazionale danno prova di scarsa sensibilità alle problematiche del Mezzogiorno e creano anche le ragioni per un fraintendimento sul federalismo che è in procinto di compiersi: e allora bisogna che noi – Istituzioni locali – ricompattiamo un fronte comune per far sentire più forte la nostra voce al Governo centrale: poniamo al centro del dibattito politico nazionale una questione Meridione. Una questione Campania. Una questione Irpinia. Senza retorica – per rendere omaggio alla Memoria di un popolo italiano che ha combattuto e sofferto per sentirsi figlio di una Patria – bisognerebbe perciò augurarsi davvero di poter ritrovare nel tricolore nazionale le ragioni di una rinnovata identità collettiva, che possa rinsaldare gli elementi unificanti e integrare le ‘differenze’ territoriali , che mai debbono essere omologate in un sistema che le annulli : l’Italia unita ha salde radici, che sono alla base di un sentire comune .Il popolo italiano si riconosce in una matrice comune, che è la Patria. Si identifica nel tricolore. Sarebbe opportuno che si parlasse perciò di un federalismo capace di costruire ponti per il Futuro di un’Italia sempre più coesa nel suo tessuto sociale . E che si mettessero a tacere le note stonate di chi invece si esalta nella pretesa di creare barriere, muri di incomunicabilità tra i destini del Sud e i destini del Nord. Questo, io credo, dovremmo con forza rivendicare, noi uomini e donne della Politica: il diritto a dare voce e corpo alle ragioni della nostra Terra. Per restituirle a piena la dignità e l’indomita fierezza che le appartiene da sempre : per il rispetto che dobbiamo agli irpini che ci hanno demandato a rappresentarli, nell’anniversario dell’Unità d’Italia, assumiamoci – quindi – con maggiore determinazione la responsabilità di far sentire la voce dell’Irpinia e della Campania al governo Italiano: promuoviamo una seria politica di sviluppo territoriale, adeguata alla potenzialità delle risorse produttive di questa terra e non lasciamoci scippare i ‘tesori d’Irpinia’ le eccellenze di un territorio spesso poco valorizzato.