Enti e società nel mirino di Franco D’Ercole

22 luglio 2006

Avellino – Il centrosinistra ancora una volta facile bersaglio di un oppositore doc: Franco D’Ercole che senza giri di parole lancia bordate che non salvano nessuno. Tantomeno il primo inquilino di Palazzo di città Pino Galasso, un sindaco “temporeggiatore”, che a furia di adottare la logica del “rinvio, finisce per incancrenire i problemi”. Scettico rispetto ad un’amministrazione che ha dinanzi a sé “lo zero assoluto”. Accusatore rispetto a partiti di centrosinistra che “hanno dimostrato – come più volte ribadito dall’opposizione – di essere semplicemente una cordata elettorale priva di qualsiasi caratterizzazione politica, senza una visione comune” e apripista “di risultati deludenti che sono sotto gli occhi di tutti. Siamo di fronte ad un immobilismo spaventoso. Al di là delle conferenze programmatiche che evidenziano contraddizioni – si perdono pezzi in giunta – non c’è davvero nulla”.
Una squadra smembrata che però, sembra pronta a rimettere insieme i cocci. La settimana prossima… il verdetto finale che dovrebbe vedere l’ingresso di Antonio Genovese in Giunta per la Margherita, di Mirella Giova e Marisa Fasolino per i Ds.
“Si tratta di una ricomposizione che ha le ore contate. E questo dimostra ancora una volta come i partiti anziché pensare all’interesse della città hanno a cuore il proprio, o meglio quello della componente interna”.
Al palo, “tanto per citarne una”, la questione parcometri: “stiamo ancora attendendo da mesi la decisione in merito alle aree sosta per i residenti. Problematica che poteva essere risolta in poco tempo”, invece, sembra dire, il balletto dei rinvii è sempre dietro l’angolo. E … le stilettate non finiscono: “Il sindaco dichiara di volere assessori competenti, questo volendo significare che i dimissionari non lo fossero? Abbiamo un primo cittadino che non decide, che rinvia i problemi facendoli incancrenire (Mercatone, tunnel, periferie interessate solo da eventi estivi e sempre più lontane dal centro…). Di fronte a noi lo zero assoluto”.
Accuse a raffica che cadono come macigni sul futuro di Piazza del Popolo. E non solo. Franco D’Ercole non fa passare in secondo ordine nemmeno la vicenda che ha mittenti e destinatari rispetto alla revoca fondi destinati al Contratto d’Area (un milione e 300 mila euro) e ‘relative’ dimissioni del presidente della società Asse Gaetano Torcinaro. “Sono la testimonianza – continua il consigliere regionale di Alleanza Nazionale – di un malessere evidente di una società che doveva gestire il Contratto D’Area ma che ha preso atto di una non volontà della Regione di farlo decollare. Testimonianza ne è la revoca dei fondi”. E ancora, “basta con la politica degli annunci e dello spreco”. L’esponente di An tocca un altro tasto dolente: le società miste. “Bisogna valutare quali di esse abbiano un ruolo concreto per lo sviluppo e quali siano i carrozzoni atti a sistemare il sottobosco politico. Con una legge regionale (targata D’Ercole, ndr) è stato stabilito che una società che non ha una prospettiva di bilancio, deve essere liquidata”.
Ma non basta: “deve essere gestita in maniera più democratica avendo all’interno rappresentanti dell’opposizione e un Consiglio di amministrazione. Il tutto per evitare l’emarginazione della minoranza e la gestione da parte degli amministratori unici”.
Buco della sanità: “si deve mettere mano al riassetto. Nessuno ha il coraggio di fare scelte impopolari ma il potere è anche questo: è esercizio di attività”.
“Abbiamo approvato all’unanimità provvedimenti importanti che però trovano una totale disattenzione da parte della Giunta. Doveva essere approvato il Piano di sviluppo entro il 30 giugno, non si è vista alcuna traccia; la legge dell’impacchettamento del pane è stata più volte rinviata e solo il 7 agosto entrerà in vigore”, etc. etc. E non è finita: “Lo stesso Dpef privo di indicazioni, è una ripetizione di cose dette e ridette”. Franco D’Ercole, con charme affonda la lama e… apre alla riflessione. (Di Teresa Lombardo)